Natale 2021: una preghiera laica per gli afghani e una luce accesa per l’anno che verrà per tutti. L’Afghanistan muore di fame, con l’economia al collasso dopo l’arrivo dei talebani.  Il sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, ha sottolineato che 23 milioni di persone nel Paese soffrono la fame; le strutture sanitarie sono piene di bambini malnutriti; circa il 70% degli insegnanti non viene pagato; milioni di bambini non vanno a scuola; il valore della valuta sta precipitando e il commercio – danneggiato dalla mancanza di fiducia nel settore finanziario – si è drasticamente ridotto. E ha previsto che nel 2022 l’estrema povertà potrebbe colpire il 97% del Paese. Nel frattempo profughi salvati e famiglie numerose divise in diversi Paesi europei non possono ricominciare una vita dimenticando tutti quelli rimasti indietro, costretti ancora a nascondersi e a cambiare continuamente rifugi per non essere ammazzati o giustiziati nel silenzio frastornante della comunità internazionale.

Questo Natale chiunque dovrebbe pregare a modo proprio per questo popolo devastato, in balia dei talebani, e per i profughi che sono ancora in marcia da mesi lungo la rotta balcanica, senza riuscire ad entrare in Europa

Questo Natale dovrebbe essere dedicato, con un pensiero, una donazione alle organizzazioni umanitarie che stanno cercando di creare dei corridoi umanitari dai Paesi limitrofi, come la comunità di Sant’Egidio di cui vi parleremo presto. Immensa è la mia cupezza per tutte le donne che hanno potuto studiare e lavorare e ora sono segregate, private di ogni speranza. O salve, ma private di uno sguardo sul futuro. Questo Natale dovrebbe accendere una luce nelle nostre menti per non dimenticare la catastrofe umanitaria in Afghanistan e donare un po’ di fiducia a chi vive nei boschi lungo la rotta balcanica.

E quando ci affacceremo con esitazione all’anno che verrà dovremo accendere una luce per impedire all’Unione Europea di destinare 200 milioni di euro alla sicurezza delle frontiere esterne all’Europa

Questo Natale penserò a tutte le profughe che ho conosciuto in questi mesi: atlete, giornaliste, attiviste, poliziotte, manager che hanno un macigno sul cuore perché, tranne rare eccezioni, non hanno ancora potuto riprendere in mano il loro destino. E anche ai profughi scappati precedentemente dai talebani che non sono riusciti a mettere in salvo le loro famiglie.

L’anno che verrà sarà ancora segnato dalla lotta contro la pandemia, ma ci sarà molto fare per accendere una luce per tutti. Profughi, famiglie impoverite, e last but not least si dovrà lavorare ancora sulla valorizzazione delle nuove generazioni di italiani che fanno parte del nostro presente e saranno determinanti nel futuro

I workshop di NRW ricominceranno a febbraio dalla partecipazione politica, con chi nel 2022 finalmente potrà cercare di fare la differenza nella società multiculturale dall’interno delle istituzioni o che si sta formando per farlo. L’editoriale e la rassegna stampa che vengono mandate con la newsletter del giovedì torneranno dopo l’Epifania, dal 13 gennaio. Nel frattempo, settimana prossima, durante le feste, potrete leggere la nostra serie di ritratti dedicati alle donne e agli uomini che dovremmo tenere d’occhio nel 2022 nello sport, nella politica, nella musica, nel cinema, fra gli influencer per quanto hanno fatto, detto, rappresentato sul tema dell’inclusione e la diversity.

In questo Natale accendiamo una luce per rischiarare l’anno che verrà. Buone feste dal team di NRW!

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