Dalla Bielorussia al teatro della Scala: sugli stranieri avete perso il senno? I numeri dei migranti che arrivano in Europa non giustificano i muri occidentali e le violenze nei paesi dell’Est. Oltre alle bieche ragioni geopolitiche che hanno spinto la Bielorussia a portare migliaia di persone al confine polacco, ovunque si assiste ai respingimenti di migranti che annegano, come è accaduto nella Manica, o attendono per giorni un porto sicuro nel Mediterraneo. E in Bosnia? È stato costruito un campo di accoglienza più decente, ma i  brutali respingimenti della polizia croata non si sono interrotti.

La settimana scorsa tre europarlamentari, Pietro Bartolo, Pierfrancesco Majorino e Brando Benifei, sono andati al confine fra Polonia e Bielorussia e al ritorno hanno scritto un appello il cui senso è: Fate presto.

Al confine tra Polonia e Bielorussia la situazione è drammatica e non si può perdere altro tempo. Cosa intendono fare, in questo contesto, la comunità internazionale, gli Stati europei, le istituzioni comunitarie? Cosa intendono fare di fronte a quello che stanno vivendo i migranti, costretti a vivere nella foresta diventata una zona rossa? Questo è l’interrogativo, pesantissimo, che ci portiamo dietro di ritorno da una missione che ci ha visto impegnati proprio nei territori dove poche migliaia di persone – bambine, bambini, donne, uomini – tentano di sopravvivere

Dalla Bielorussia al teatro della Scala: sugli stranieri avete perso il senno?

Ma non esiste solo il dramma di chi cerca di arrivare in Europa in modo irregolare.  C’è un dramma silenzioso di cui nessuno parla che riguarda anche stranieri che vengono a lavorare nel nostro Paese in modo legale o vivono già in Italia e non riescono a passare dallo status di studenti a quello di lavoratori.

È accaduto e accade persino a tenori e soprani a cui è stato rifiutato il rinnovo del permesso di soggiorno. Il motivo? La burocrazia ostile o meglio cieca davanti a qualunque richiesta che comporti un rischio migratorio

«Non è ancora stato approvato il decreto flussi 2022 per 80mila lavoratori e neanche le quote previste per la conversione dal permesso di studio, impedendo a tanti giovani che si sono formati in Italia di entrare nel mercato del lavoro», spiega l’avvocato immigrazionista Irene Pavlidi dello studio Incipit. «Alle frontiere si nega il diritto ala mobilità dei migranti, all’interno del nostro Paese si ostacola l’ascensore sociale».

River to River Florence Indian Film Festival

Alla 21esima edizione del festival cinematografico dedicato all’India che inizia domani, a Firenze, parteciperanno fra gli altri l’icona di Bollywood Amitabh Bachchan e Kabir Bedi, per tutti il Sandokan di Sollima. E si potrà vedere anche un viaggio monumentale di 4000 km e 240 giorni a piedi per raccontare le donne di tutta l’India nel documentario Womb. L’unico festival cinematografico in Italia che racconta il volto dell’India contemporanea, ideato e diretto da Selvaggia Velo, si terrà online e in presenza dal 3 all’8 dicembre nel cinema La Compagnia a Firenze. Sabato 4 dicembre, all’interno della conversazione sulla moda sostenibile tra India e Italia, ci sarà Cristina Kiran Piotti  che fra le mille cose che fa (senza averci mai svelato come ci riesce) è anche caporedattore di NRW.

 

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