Radici continua il suo viaggio nella realtà, remando controcorrente.

Questa settimana però, oltre ai racconti e alle riflessioni degli intellettuali, diamo anche i numeri.

Anche questa settimana Radici vi offre storie, interviste a scrittori, racconti scritti da nuovi italiani. Ma, siccome è appena stato pubblicato un nuovo dossier statistico sugli immigrati, curato da IDOS, è giusto dare qualche numero aggiornato. A fine 2017 gli stranieri residenti in Italia (5.144.000) risultano essere solo 97.000 in più rispetto all’anno precedente (+1,9%), per un’incidenza dell’8,5% sulla popolazione totale (era dell’8,3% nel 2016): è il quarto anno consecutivo in cui si conferma una consistenza numerica stabile. Circa 2 su 3 (2.390.000) hanno un permesso di soggiorno di durata illimitata, che attesta un grado di radicamento e stabilità ormai consolidato. I restanti 1.325.000 (35,7% del totale) hanno un permesso a termine, in maggioranza per famiglia (39,3%) o per lavoro (35,2%). Meno di 1 su 5 (239.000, pari a 1 ogni 16 non comunitari) è titolare di un permesso di richiesta di asilo o di protezione internazionale o umanitaria. Alla fine dell’anno erano 187.000 quelli inseriti in un centro di accoglienza. Aggiungendo ai residenti stranieri la quota di immigrati che, alla data della rilevazione, non erano ancora iscritti all’anagrafe, il dossier stima in 5.333.000 il numero effettivo di cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia, 26.000 in meno rispetto alla stima del 2016.

I residenti stranieri sono originari di quasi 200 Paesi del mondo. Per la metà (2,6 milioni) sono cittadini di un Paese europeo (1,6 milioni, il 30%, sono comunitari), mentre un quinto (1 milione) viene dall’Africa e una quota solo di poco inferiore dall’Asia. E in cima alla classifica ci sono i romeni che costituiscono il 23,1% di tutti i residenti stranieri.

Le cifre che trovo più significative riguardano quelli nati e cresciuti nel nostro Paese. Nelle scuole italiane gli studenti stranieri sono 826.000 e rappresentano quasi un decimo del totale (9,4%), ma 6 su 10 (503.000) sono nati in Italia, pur non essendo cittadini italiani. In Italia sono nati 1,3 milioni di stranieri e i nuovi cittadini sono circa 1,5 milioni. Quindi, secondo le stime del dossier di IDOS, gli immigrati di seconda generazione sono più che raddoppiati rispetto ai risultati del censimento del 2011. E questo è il dato che più ci interessa, perché costituisce il perimetro della nostra ricerca.

 

Omar Abdulcadir: un medico che ha fatto discutere sull’infibulazione

Originario della Somalia, il padre ha insistito perché dopo le superiori proseguisse gli studi in Italia, dove si è laureato in Medicina. Come medico del centro per prevenire la pratica dell’infibulazione della Regione Toscana ha inventato un metodo simbolico per salvaguardare la tradizione senza infliggere alcuna mutilazione. La sua pratica ha suscitato polemiche e controversie.

 

Francesca Melandri: la realtà se ne infischia delle narrazioni stereotipate

Secondo la scrittrice e sceneggiatrice Francesca Melandri, intervistata da Fabio Poletti, occorre una radicale presa di responsabilità da parte del sistema mediatico, che al momento quando parla di immigrazione calca sulla spettacolarizzazione ansiogena. Mentre, al di là di quello che raccontano i media, i nuovi italiani sono già parte integrante della società.

 

Ghile: Io true italiano come Trussardi. Non lo dico a Salvini o diventa Sgarbi

Ermias Ghile, classe 1989, è un rapper italiano. Passa le sue estati in Eritrea, il Paese d’origine dei suoi genitori, ha vissuto otto anni a Londra e ora è tornato a Milano. A gennaio uscirà il suo nuovo disco che parlerà del quartiere, inteso non come luogo fisico ma come comunità e approccio esistenziale. Elisabetta Franchi lo ha intervistato.

 

Nel ghetto l’inferno che produce business, mafie, carnefici e vittime

Il sociologo e scrittore Leonardo Palmisano torna su Radici per spiegare la sua ipotesi sul caso Desirèe, che conduce al legame fra lo sfruttamento dell’immigrazione irregolare come manovalanza delle mafie straniere, sottovalutate dalle autorità giudiziarie. Un’emergenza vera.

 

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