I flussi migratori vanno studiati, compresi e governati.

Radici si sottrae alla polarizzazione che imprigiona ogni ragionamento laico e torna a bordo dell’aeroplano di Amelia Earhart.

I flussi migratori vanno studiati, compresi e governati. Ed è vero che accogliere più di quanti ne possiamo integrare può innescare un conflitto sociale, ma Radici si rifiuta di continuare a (in)seguire la cronaca di un braccio di ferro con un pugno di migranti, oltre che con l’Unione Europea.

Perciò risalgo sull’aeroplano di Amelia Earhart, a costo di schiantarmi nel Pacifico, e continuo a guardare oltre. Verso la società che cambia velocemente e non può essere fermata da alcun sovranismo. Questa settimana sono particolarmente elettrizzata perché lo scrittore Giuseppe Genna ci ha inviato un testo che a leggerlo mi è quasi mancato il fiato e ruota intorno a quella che sembra essere diventata un’ossessione italica: l’uomo nero. Nel bene e nel male, aggiungo io. Ma andiamo con ordine.

Nei giorni scorsi è uscito un report della Fondazione di ricerca Istituto Carlo Cattaneo che spiega bene come viene mal rappresentata la questione migratoria. I media ne hanno già parlato, ma andando alla fonte si scoprono molte cose deprimenti anche sulla narrazione europea. Dall’indagine dell’Istituto Cattaneo, emerge che gli italiani non sono poi così soli: il 31,5% degli intervistati nei Paesi membri non sa fornire una risposta sulla percentuale degli immigrati che vivono nei loro Paesi. E in Bulgaria, Portogallo, Malta e Spagna la percentuale supera il 50% (sic). Gli italiani che non sanno rispondere sono invece il 27% del campione intervistato. E quindi almeno su questo ne usciamo quasi bene, per dire.

Anche se, come emerge dalla ricerca, “gli intervistati italiani sono quelli che mostrano un maggior distacco (in punti percentuali) tra la percentuale di immigrati non-UE
realmente presenti in Italia (7%) e quella stimata, o percepita, pari al 25%».

Non mi colpisce tanto il divario fra presenza reale e percepita, anzi la davo per scontata perché Radici da quasi sei mesi fa un questionario ai politici anche sui dati e l’esito è quasi sempre negativo.

Ciò che riguarda tutti invece è quanto la percezione errata, nata da una narrazione altrettanto errata, sia ormai traversale: per gli elettori del centrosinistra sarebbero il 23,2% mentre per quelli del centrodestra il 24,2%. Del resto gli intervistati italiani che considerano gli immigrati una minaccia per l’ordine pubblico sono il 74%, mentre quelli che ritengono che gli portino via il lavoro il 58%. Questi ultimi dati mi esasperano. Quasi nessuno ha colto la trasformazione delle seconde generazioni e dei nuovi italiani?

Certo, l’esito delle indagini statistiche dipende da come si pone una domanda e da molte altre variabili, ma vista la fonte autorevole cambiare la percezione e avvicinarla alla realtà come sta cercando di fare Radici diventa un imperativo morale.

 

Io mi chiamo Negro

Lo scrittore Giuseppe Genna ci ha inviato una riflessione che ruota intorno alla percezione dell’uomo nero. È un testo inedito che spiazza e trascina, come una melodia. Abbiamo un piccolo scoop letterario, ma non lo abbiamo fatto apposta, giuro. È stata una sua idea che abbiamo accolto con molto entusiasmo.

 

Intervista al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani

Corridoi umanitari, stabilizzazione della Libia, approvazione della revisione del trattato di Dublino da parte di tutti gli stati membri dell’Unione Europea. E soprattutto un piano Marshall per l’Africa. Questa, in sintesi, la ricetta per governare i flussi migratori proposta dal presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.

 

Michela Murgia: sono i politici a essere assenti, non gli scrittori

Oggi esce il suo nuovo libro per Marsilio L’inferno è una buona memoria. Visioni da Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley, in cui partendo da questo testo per lei speciale racconta il mondo e se stessa. Venerdì 31 sarà a Sarzana in provincia di La Spezia al Festival della Mente, per un dibattito con Serena Dandini dal titolo “La comunità delle valorose”, storie di donne che hanno lasciato un segno. Nell’intervista a Radici dice: «Senza progetto l’immigrazione è un’emergenza, non un naturale processo della storia dell’umanità».

 

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(Dalai Lama Tenzin Gyatso)

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