W l’Europa, W l’Europa tutta intera. Fra lo spread che si alza e la tensione fra gli alleati al governo che cresce, la campagna elettorale per le elezioni europee ed amministrative del 26 maggio sembra fatta per una minoranza di cittadini poiché procede in sordina, sovrastata dal frastuono degli slogan urlati. 

Eppure oltre la linea del trambusto, qualcosa si muove. Fra i candidati spuntano qua e là volti e cognomi di origini straniere o nati da genitori stranieri. Nuovi italiani che partecipano alla vita politica. Sono ancora pochi, ma ad ogni tornata elettorale aumentano, soprattutto alle amministrative e aspirano a rappresentare i diritti di tutti i cittadini.

Per la corsa a Bruxelles, Più Europa ha candidato nella circoscrizione orientale una manager italosomala, Layla Yusuf, e in quella occidentale Inoussa Bara, nato nel Burkina Faso: nel 2009, grazie alla sua intraprendenza, si è aggiudicato il “Premio per il Lavoro” Manpower. E ora si presenta dicendo: «Vorrei che gli europei nel mondo fossero di più, vorrei che fossimo tutti più europei».

A Firenze, tripletta con due candidati sindaci, Mustafa Watte, nato a Firenze e padre di Aleppo che corre con la lista civica Punto a Capo, e Antonella Bundu, figlia di madre fiorentina e padre della Sierra Leone, scelta come aspirante sindaco da una coalizione di partiti della sinistra, mentre il sindacalista della Cgil Mamadou Sall aspira a un seggio a Bruxelles nelle liste del Partito democratico. E a Reggio Emilia, dove la questione multiculturale arriva finalmente nelle urne, con il Pd si candida al consiglio comunale anche Marwa Mahmoud, membro del direttivo del ConNGGI, il coordinamento delle nuove generazioni italiane che riunisce oltre 30 associazioni giovanili interculturali.

Pochi mesi fa un attivista impegnato nella rete associativa delle nuove generazioni diceva:

Siamo italiani e spero in quel giorno in cui ci candideremo in tutti i partiti e sarà considerato un fatto normale, come in tutte le democrazie più evolute.

E infatti in questa tornata elettorale c’è pure Amir Atrous, 27 anni, figlio di tunisini, laurea in Management pubblico, che cerca di arrivare a Bruxelles con Forza Italia. E anche i partiti sovranisti e/o allarmisti che hanno sempre sposato la fantateoria della sostituzione demografica a breve termine non riescono a tirarsi indietro.

Mark Adeniji è candidato italonigeriano della Lega alle amministrative di Perugia. Ed è italonigeriana anche l’aspirante consigliera comunale di Reggio Emilia Janet Abegunde Oluwatoyn che corre con Fratelli d’Italia, per fare solo alcuni esempi. Insomma, la lista è lunga. E mi auguro che vengano tutti eletti, indipendentemente dalle loro convinzioni politiche. Senza stupirci più, senza esclamare Wow o lanciare improperi sui social per poter finalmente solo dire: «W l’Europa, W l’Europa tutta intera».

La Generazione Z araba che vuole pace, educazione migliore e meno invadenza della religione

Allarghiamo gli orizzonti anche questa settimana. L’undecisima edizione dell’ASDA’A BCW Arab Youth Survey si intitola “A Call for Reform” (appello per una riforma). E ritrae una generazione di ventenni arabi che, passate le primavere arabe, sono più pragmatici. In ansia per il proprio futuro e scettici verso i governi. Testo e infografiche di Fabio Malagnini. 

Elezioni europee. Layla Yusuf, la manager afroitaliana che vuole andare in Europa per i diritti di tutti (e senza turbante)

A dieci giorni dalle elezioni europee, abbiamo deciso di fare una mini-serie di ritratti dedicati ai nuovi italiani che si candidano. Il primo è dedicato a Layla Yusuf, da molti anni impegnata nell’attivismo sociale e considerata una eccellenza in campo professionale. L’articolo è uscito anche su stranieriinitalia.it grazie a una nuova partnership.

Io sono confine. Quando solo un passo porta altrove

Ci sono libri la cui forza si misura già nel titolo. Io sono confine dell’antropologo iraniano svedese Sharham Koshravi, pubblicato nel 2010 e ora finalmente in uscita in italiano grazie all’editore elèuthera, è uno di questi. L’ultimo long read lo abbiamo dedicato ai confini e a coloro che li attraversano, anticipandone l’introduzione.

Elezioni europee. Giuliano Pisapia: «L’ondata sovranista è più forte nella narrazione mediatica che nelle urne»

Capolista del Pd nel collegio del Nord Ovest, in un’intervista esclusiva a NuoveRadici.World sull’integrazione, Giuliano Pisapia concorda con i nuovi italiani: i tempi sono maturi per allargare la cittadinanza, a partire dal voto amministrativo.

Ouidad Bakkali: «Facevo politica ma non potevo votare, oggi sono assessore di tutti i ravennati»

Questa settimana ci siamo dedicati anche a chi è già entrato nelle istituzioni. Nello storytelling che ogni sabato esce anche su Linkiesta, la storia di una giovane italo-marocchina di cui si è parlato molto perché il 13 novembre 2015 era a Parigi, in uno dei locali attaccati insieme al Bataclan. È diventata assessore solo pochi anni dopo aver finalmente ottenuto il diritto di voto. Un modello anche lei per tutte le nuove generazioni di italiani che vogliono diventare cittadini attivi. Di Marco Lussemburgo.