Si parlerà di diritti umani, genocidi, economia blu e legalità nella tredicesima edizione del Festival Giornalisti del Mediterraneo, che si svolgerà a Otranto dall’1 al 4 settembre 2021. Già adesso comincia a prendere forma il programma, con la pubblicazione dei primi nomi dei vincitori del premio Caravella del Mediterraneo. A ricevere il premio finora sono state quattro personalità di spicco in Italia in materia di inclusione e diritti: Nicola Gratteri, procuratore di Catanzaro, Giuseppe De Bellis, direttore di Sky Tg24, Noemi Di Segni, presidente della Comunità Ebraica in Italia e Maria Badalamenti, vittima di mafia. Come ogni anno NRW, che ha già partecipato all’edizione del settembre 2020, seguirà l’evento e raccoglierà i nodi più problematici della politica nel Mediterraneo.

Perché parlare di diritti umani

Sono di poche settimane fa le immagini agghiaccianti dei corpi di bambini abbandonati per giorni sulle spiagge libiche. Si sommano alle foto che periodicamente scandalizzano l’opinione pubblica senza però innescare un vero cambiamento nelle dinamiche che legano i Paesi mediterranei e che regolano flussi e tratte migratorie.«Il bacino del Mediterraneo, cui il festival ha sempre rivolto lo sguardo, ha oggi più che mai bisogno di attenzione e di forme di cooperazione per mantenere sempre aperto il dialogo fra i Paesi che ne fanno parte», spiega Pierpaolo Cariddi, sindaco di Otranto. L’ obiettivo del Festival Giornalisti del Mediterraneo anche in questa nuova edizione è quello di tenere vivo il confronto sulle tematiche della politica internazionale e di valorizzare il significato simbolico di luoghi da sempre crocevia di culture, come Otranto, che il sindaco descrive come una «terra in cui si mescolano i tratti di popoli provenienti da tutto il Mediterraneo e che rappresenta da sempre un ponte fra Oriente e Occidente».

Ospiti internazionali

Nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, Il Festival riuscirà ad ospitare alcuni protagonisti del mondo dell’informazione da ogni parte del mondo. Ci sarà Cuno Jakob Tarfusser, sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Milano che dal marzo 2009 all’agosto 2019 è stato giudice della Corte Penale Internazionale. Tra gli ospiti anche il profugo di guerra Irvin Mujčić, ideatore del progetto Srebrenica City of Hope, che oggi vive a Srebrenica e nel 1992 scappò dalla guerra in Bosnia. Non mancheranno le grandi firme del giornalismo internazionale, in particolare Pietro Del Re che da oltre trent’anni segue come inviato i maggiori eventi internazionali.

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