Uomini e donne del 2022: cinema e serie tv secondo NRW

Alla vigilia del nuovo anno, NRW lancia la rubrica "Uomini e donne del 2022". Oggi tocca alle promesse del cinema e della tv, con un occhio alla multiculturalità.

DiElisa Mariani

Dic 28, 2021

Tutti pronti a far partire il conto alla rovescia e concludere il 2021, tra cenoni contingentati e feste ancora sotto scacco per il Covid per affacciarsi al 2022. È il momento dei bilanci e il team di NRW ha deciso di fare una serie di articoli dedicati a quelli che per noi sono stati i personaggi più influenti del 2021 – nella letteratura,nella musica, nel cinema, nella politica, nello sport, fra gli influencer – per quello che hanno fatto, detto, scritto, e soprattutto rappresentato sul tema dell’inclusione e la diversity.

In Italia il 2021 è stato l’anno di Zero, la prima serie italiana targata Netflix con un cast quasi interamente afrodiscendente, ed è stato l’anno del ritorno sugli schermi Rai di Alberto Malanchino, che nel 2022 vedremo al cinema nei panni di Alessandro de’ Medici nel film Il Moro di Daphne Di Cinto. Nelle pubblicità capita sempre più spesso di vedere rappresentata l’Italia multiculturale, anche se chi ai casting si presenta, come Alioune Badiane, ci ha spiegato che le differenze con gli altri Paesi ci sono eccome. Ma il cambiamento è in marcia e per il 2022 vi consigliamo di tenere d’occhio due serie tv in uscita e i loro protagonisti.

La serie di Serra Yilmaz

Era il 2001 quando nei cinema italiani uscì Le fate ignoranti di Ferzan Ozpetek, a distanza di vent’anni il regista turco torna con una serie reboot di otto episodi di cui per ora si sa solo che verrà distribuita sul canale Star di Disney+ e che nel cast, insieme a Luca Argentero e Cristiana Capotondi nei ruoli che a Stefano Accorsi e Margherita Buy valsero il Nastro d’Argento, ritroveremo la musa del regista turco, Serra Yilmaz.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Ferzan Ozpetek (@ferzanozpetek)

Classe 1954, come ha raccontato in più occasioni, l’attrice ha imparato l’italiano da bambina quando nel quartiere di Istanbul dove viveva si è trasferita una coppia italofrancese (il padre era di Scarperia, un paese del Mugello) e la loro numerosa famiglia con cui lei, figlia unica, aveva instaurato un rapporto speciale.

Fu proprio il fatto che oltre al turco parlasse correntemente anche l’italiano e il francese – Yilmaz ha studiato Psicologia all’università di Caen, in Normandia – a colpire positivamente Ozpetek la prima volta in cui si sono incontrati a Strasburgo, nel dicembre 1997, durante una rassegna di filmografia turca

Due mesi dopo, il regista la raggiunse a Istanbul con il copione di Harem Suare, il primo dei sette film che hanno girato insieme fino a oggi, tra i quali La finestra di fronte, Saturno Contro, Rosso Istanbul e la La Dea Fortuna. Attrice di cinema ma anche di teatro, dal 2004 per dodici stagioni consecutive è stata la protagonista indiscussa dell’Ultimo harem di Angelo Savelli, ispirato ai racconti delle Mille e una notte e prodotto da Pupi e Fressede – Centro Nazionale di Produzione teatrale di Firenze. Sempre diretta da Savelli, ha poi interpretato il ruolo di zia Banu nella riduzione teatrale del best seller di Elif Shafak La bastarda di Istanbul. Il 23 febbraio 2020 ha interrotto la tournée del Don Chisciotte – lo spettacolo dovrebbe tornare in scena nel 2022 – ed è tornata a casa, a Firenze, la città dove solo pochi anni prima aveva scelto di trasferirsi stabilmente dopo aver lasciato la Turchia di Erdoğan.

Phaim Bhuiyan, da Tor Pignattara a Forbes

Il regista, protagonista e autore di Bangla (2019), vincitore del David di Donatello nell’edizione 2020 come miglior esordiente alla regia, tornerà nel 2022 con la serie ispirata al suo film, presentata Fuori Concorso al Torino Film Festival 39 e prossimamente disponibile in streaming su Rai Play.

A vedere il potenziale in una storia d’amore interetnica narrata dal suo giovanissimo protagonista era stato quello che oggi è il co-regista della serie, Emanuele Scaringi di Fandango, che aveva notato Bhuiyan – all’epoca ancora studente di regia allo Ied di Milano – in una puntata della trasmissione Rai Nemo. Nessuno escluso intitolata “L’amore di seconda generazione”. A proposito della trasformazione del suo nuovo progetto, Phaim Bhuiyan ha spiegato che quello che aveva originariamente presentato alla casa di produzione era proprio il soggetto per una serie che, su consiglio della sceneggiatrice e produttrice Laura Paolucci, solo in un secondo momento era stato sviluppato come un lungometraggio.

Di origini srilankesi, nato e cresciuto nel quartiere romano di Tor Pignattara – Cinquanta per cento bangla, cinquanta per cento Italia. E cento per cento Torpigna, per usare la sua battuta – il giovane regista (è del 1995) ha presentato il suo film in diversi festival cinematografici internazionali, tra i quali anche lo Shanghai International Film Festival e il Chicago International Film Festival. Cosa che ha attirato su di lui l’attenzione della rivista Forbes, che nel 2021 lo ha inserito nella sua lista under 30 da tenere d’occhio. Quello che è certo è che nell’anno che viene vedremo se la serie di cui sarà ancora il protagonista saprà replicare il successo del film – la cui distribuzione ha superato i 30 Paesi, dal Brasile all’Azerbaigian.

 

Riproduzione riservata

, , , ,