Davanti agli occhi chiusi di un contingente dell’Onu che lasciarono campo libero, sprovveduti e inconsapevoli o indirettamente colpevoli, le polemiche sul loro ruolo non sono mai finite, i macellai serbo bosniaci di Ratko Mladić e del presidente Radovan Karadžić massacrarono 8000 mila bosgnacchi, i musulmani di Bosnia, in appena tre giorni di luglio del 1995. Fratelli contro fratelli, figli della Jugoslavia in dissoluzione dopo la morte di Tito, in uno degli eccidi più sanguinosi mai avvenuti in Europa. Lo scrittore e giornalista della Bosnia ed Erzegovina Ivica Đikić, in questo Metodo Srebrenica pubblicato da Bottega Errante Edizioni, passa prima al microscopio quei tre giorni di violenze inaudite nei boschi attorno a Srebrenica che non hanno risparmiato donne bambini e anziani, poi analizza gli eventi successivi, con le polemiche innescate dall’Onu che tolse dalla zona i 600 caschi blu a salvaguardia della popolazione, ufficialmente perché non sufficientemente armati, fino ai processi per quel genocidio e quella pulizia etnica che sconvolsero il mondo. Ivica Đikić, 1977, di Tomislavgrad in Bosnia ed Erzegovina, scrittore, giornalista e sceneggiatore, autore di sei romanzi e diverse raccolte di racconti tradotte in più lingue che hanno ricevuto numerosi premi, ha scritto pure la sceneggiatura della serie televisiva The Paper per Netflix. Il minuzioso lavoro di Ivica Đikić parte da una domanda, che sembra banale nella ricostruzione del male. Come si fa a organizzare l’uccisione sistematica di 8.000 uomini? Il genocidio di Srebrenica è stata un’operazione razionale e pianificata a tavolimo, tenuto conto di tutte le varianti possibili dalla presenza di interforze sul territorio, coordinata e organizzata sul campo dal colonnello Ljubiša Beara in tre giorni e tre notti del luglio 1995. Ivica Đikić segue il colonnello Beara ora per ora, in ogni movimento, espandendo poi la narrazione ai mesi successivi al genocidio, alla fine della guerra in Bosnia ed Erzegovina e al processo al Tribunale dell’Aja. Resta una questione cruciale: se Beara è stato il braccio che ha pianificato e compiuto l’eccidio, chi ne è stata la mente? Chi ha assistito immobile? Chi ha la responsabilità politica del genocidio di Srebrenica? Il suo è un atto di accusa che coinvolge tutti, dall’ultimo soldato che aprì il fuoco, ai comandanti che pianificarono l’azione, ai politici che diedero il via allo sterminio di massa, fino alle responsabilità internazionali di chi non vide, o non volle vedere e lasciò fare in quei tre giorni di massacri, che avrebbero ridefinito e ridisegnato l’Europa come oggi la conosciamo. Fabio Poletti

Ivica Đikić
Metodo Srebrenica
Traduzione Silvio Ferrari e Marijana Puljić
2025 Bottega Errante Edizioni
pagine 337 euro 20


