Festival del Cinema di Venezia 2021, i film da non perdere secondo NRW

Parte l’edizione 2021 della Mostra del Cinema, sugli schermi del Lido di Venezia fino all'11 settembre. L'inviata in Laguna di Nuove Radici ha selezionato cinque film da non lasciarsi sfuggire questo autunno.

DiCecilia Parini

Set 1, 2021

Parte oggi la 78esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, l’evento atteso con trepidazione tutto l’anno dagli appassionati di cinema e spettacolo, che si terrà al Lido fino all’11 settembre. Le modalità di svolgimento terranno ancora conto delle misure di sicurezza anti Covid-19 come nel 2020 ma, nonostante le restrizioni, la selezione dei film al Festival del Cinema è vastissima. Noi di Nuove Radici ne abbiamo individuati cinque che non vediamo l’ora di guardare. Questi film ci accompagnano lungo un percorso intenso ma necessario che dai conflitti interni al nostro Paese arriva a raccontarci quelli nello spazio. Sono situazioni tratte dal vissuto quotidiano che, però, ci portano in profondità sulle tracce delle origini dell’odio.

Land of dreams – Shirin Neshat e Shoja Azari (Qatar, Usa, Germania). La pellicola segue il viaggio di una ragazza iraniana, Simin, alla scoperta di cosa voglia dire essere un cittadino libero americano. Simin lavora all’ufficio del censimento statunitense che, per controllare i cittadini, ha avviato a loro insaputa un programma di registrazione dei sogni. A causa di questa operazione, Simin da una parte prova compassione nei confronti delle persone di cui spia i sogni ma, dall’altra, è affascinata dalle verità che trova al loro interno. Il film si sviluppa parallelamente nel mondo reale e in quello di fantasia che Simin crea per rifugiarsi dal ricordo della morte del padre, ucciso dal regime islamico in Iran. La ricerca di Simin sulla libertà, soprattutto sul modello dell’esperimento americano, è forse un avvertimento su ciò che potremmo vivere o che in realtà stiamo già vivendo.

La ragazza ha volato – Wilma Labate (Italia). Nadia è un’adolescente che vive in una delle città più complessa d’Italia: Trieste. Una realtà al confine tra diverse culture e caratterizzata da un vento potentissimo come la bora. Ciò che il film vuole rappresentare è come i personaggi non vivano ma, anzi, subiscano la vita che solo una città come Trieste, dal centro sontuoso e affascinante ma chiuso e stretto da vecchi quartieri operai e con forti presenze balcaniche, può regalare.

Amira – Mohamed Diab (Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita). Una storia che si interroga sulla divisione e la xenofobia nel mondo odierno. Amira è una diciassettenne palestinese che è stata concepita dal seme di Nawar, seme trafugato dal carcere nel quale egli è recluso. Nonostante il rapporto tra i due sia avvenuto prevalentemente in carcere, Amira ammira il padre e lo considera il suo eroe. Tuttavia, tutto cambia nel momento in cui un nuovo tentativo di concepimento con il seme di Nawar fallisce, portando invece alla luce la sua sterilità. È così che il mondo di Amira viene stravolto.

Tranchées – Loup Bureau (Francia). La pellicola focalizza l’attenzione su uno degli ultimi conflitti rimasti sul suolo europeo. Ambientato nella regione di Donbass, in Ucraina, dove i soldati ucraini lottano contro i separatisti appoggiati dalla Russia. L’intento del regista è mostrare come nonostante i diplomatici tentino la strada di negoziazioni e accordi, la guerra si sia nel mentre trasformata in un conflitto di posizione, che si basa tutto sulle trincee. Terribili cumuli di terra dove i soldati passano la loro esistenza in bilico tra la vita e la morte. Il regista conduce lo spettatore nella cruda realtà di cosa significhi sopravvivere all’interno di un conflitto che sembra non avere fine.

Dune – Denis Villenueve (Usa, Ungheria, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Norvegia, Canada). Il film che tutti stanno aspettando da almeno due anni giunge finalmente sul grande schermo in anteprima proprio alla Mostra di Venezia. Tratto dall’omonimo romanzo scritto da Frank Herbert nel 1965, che vide già una trasposizione cinematografica nel 1984 da parte di David Lynch, il film racconta una storia che presenta temi a noi fin troppo familiari, anche se ambientato nello spazio più lontano. In un futuro alternativo, seguiamo le vicende di Paul Atreides nel suo scontro con un destino più grande di lui. La pellicola non è solo un racconto di fantascienza ma un’analisi di tematiche sempre più attuali come l’alienazione coloniale e il libero arbitrio.

Foto: Amira

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