Tokyo 2020, l’Italia portabandiera della diversity

Alle Olimpiadi l'Italia sarà rappresentata da vari atleti con background migratorio. A partire dalla cerimonia di apertura in cui a sfilare con la bandiera olimpica sarà Paola Egonu.

DiDomenico Cannizzaro

Lug 21, 2021

Dopo la fine di Euro 2020 che ha visto l’Italia trionfare, l’estate sportiva continua senza sosta ad offrirci eventi di caratura internazionale dove poter tifare i colori azzurri. Dal 23 luglio, infatti, sarà il turno delle Olimpiadi, che si svolgeranno a Tokyo interamente a porte chiuse, vista l’allarmante situazione Covid. Portabandiera azzurra sarà una delle nostre atlete più forti, la pallavolista Paola Egonu. Se nel calcio la presenza di atleti con background migratorio era pari a zero, o quasi, alle Olimpiadi sarà il contrario: su 384 atleti (198 uomini e 186 donne), ci sarà una folta presenza di multiculturalità, con tante presenze di origine straniera – in prevalenza africana e americana – soprattutto nell’atletica leggera, da sempre fiore all’occhiello dei Giochi olimpici.

Tanti di loro non arrivano alle Olimpiadi come semplici comparse ma, viste le ottime capacità nelle discipline d’appartenenza, mirano alla finale o addirittura ad una medaglia

Citarli tutti sarebbe difficile, dunque ci limitiamo a parlare soltanto di chi aspira ad una medaglia o chi è già molto conosciuto nel panorama nazionale e internazionale. Ecco gli atleti da seguire, in ordine di disciplina sportiva.

Atletica leggera maschile

L’atletica è una disciplina dalla fortissima componente multiculturale, con tanti atleti che aspirano a vincere una storica medaglia olimpica con i colori italiani. In primo luogo è opportuno citare uno dei punti forti della nostra spedizione olimpica: Marcell Jacobs. La sua disciplina è la corsa regina dell’atletica: i 100 metri, dove detiene il record italiano di 9”95. La concorrenza in gara è folta (parteciperà anche Filippo Tortu in rappresentanza italiana), ma Jacobs ha già affermato di voler dire la sua e, chissà, magari raggiungere anche il sogno medaglia. Jacobs correrà anche la staffetta 4×100, dove sarà in compagnia di Tortu, Manenti ed Eseosa Desalu, velocista di origine nigeriana che sarà impegnato, oltre che nella 4×100, anche nei 200 metri. Sarà difficile, ma gli italiani sognano una finale anche nella staffetta, dove hanno fatto vedere ottime cose nel 2021. Passando a distanze più lunghe, nei 3000 metri siepi maschili saremo rappresentati da ben tre corridori, tutti di origine africana: parliamo di Ahmed Abdelwahed, romano di origine egiziana, e dei gemelli Ala e Osama Zoghlami, di origine tunisina. I tre sono tutti esordienti e non hanno pretese di medaglia, ma già arrivare in finale sarebbe un gran successo.

Atletica leggera femminile

Per quanto riguarda l’atletica femminile, invece, è da tenere d’occhio la 4×400: saranno infatti presenti Ayomide Folorunso e Raphaela Lukudo. La prima, di origine nigeriana, ha già partecipato alle Olimpiadi del 2016 a Rio e, oltre alla staffetta, correrà anche i 400 metri ostacoli, dove non aspira ad una medaglia, ma vuole quantomeno la semifinale. La seconda, di origini sudanesi, si dedicherà esclusivamente alla staffetta, dove le italiane aspirano alla finale, visti gli ottimi tempi dell’ultimo anno. Chi cerca la finale nel lancio del disco è invece Daisy Osakue, ragazza di origine nigeriana che molti ricorderanno per un episodio del 2018: fu infatti colpita al volto da un uovo lanciato da un’auto in corsa che le provocò un’abrasione della cornea a pochi giorni dagli Europei di Berlino. Nonostante ciò, partecipò e agguantò il quinto posto in finale. Adesso aspira a giocarsi la finale olimpica nella sua disciplina.

Altri sport

Se escludiamo l’atletica leggera la percentuale di italiani con background migratorio cala drasticamente. Ci sono però altri atleti da segnalare, anche con buone possibilità di conquistare una medaglia. A cominciare da Frank Chamizo, lottatore di origine cubana. Il suo palmarès è di tutto rispetto: un bronzo olimpico (Rio 2016), due titoli e quattro medaglie mondiali, quattro titoli e sei medaglie europee e tante altre medaglie a livello giovanile. A Tokyo cercherà di coronare il sogno dell’oro olimpico, ma gli avversari sono temibili. In ogni caso l’obiettivo sarà il primo posto nei 74 kg. Altro lottatore, ma nella categoria dei 97 kg, sarà Abraham Conyedo. Anche lui di origine cubana, è un esordiente alle Olimpiadi. Non aspira come Chamizo alla medaglia d’oro ma, nonostante i favoriti siano altri, può dire la sua in ottica podio, soprattutto in caso di sorteggio favorevole. Concludiamo con le due nazionali di pallavolo, maschile e femminile: tra gli uomini, due dei giocatori cardine della nazionale sono Ivan Zaytsev, di origine russa, e Osmany Juantorena, di origine cubana.

A proposito di giocatrici chiave, come non citare nella nazionale femminile Paola Egonu e Miriam Sylla? Le due sono i perni fondamentali per il CT Mazzanti e Sylla sarà anche capitano della spedizione italiana a Tokyo

Un bel riconoscimento datole dall’allenatore, che indirettamente lancia così un segnale al nostro Paese: anche e soprattutto nello sport, gli atleti e le atlete con background migratorio sono ormai fondamentali per rappresentare la realtà sociale e, perché no, anche per vincere qualcosa a livello olimpico.

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