This Time for Africa: al via in Camerun la Coppa d’Africa

Nessun ulteriore rinvio per la Coppa d'Africa, il 9 gennaio si scenderà in campo a Yaoundé. Cosa significa per i club e i giocatori ce lo spiega l'esperto Alex Cizmic.

DiDomenico Cannizzaro

Gen 7, 2022

Dopo il rinvio causa Covid, peripezie varie e presunti annullamenti, il 9 gennaio inizierà in Camerun la Coppa d’Africa 2021. La TotalEnergies Africa Cup of Nations 2021 – meglio nota come Coppa d’Africa – è la più importante competizioni per nazionali africane. Un torneo che equivale ai nostri Europei, quelli giocati nell’estate del 2021 e terminati con la vittoria dell’Italia. Originariamente la competizione doveva essere giocata nel 2021, ma a causa del COVID è stata posticipata di un anno: comincerà il 9 gennaio e terminerà il 6 febbraio.

Sempre a causa della pandemia, nelle ultime settimane si era parlato addirittura di annullamento del torneo, ma alla fine le squadre scenderanno regolarmente in campo. NRW ha chiesto un commento a Alex Cizmic, giornalista sportivo esperto di Coppa d’Africa.

La formula della Coppa d’Africa

Come in tutte le competizioni di questo genere, c’è una prima fase di qualificazione alla quale partecipano tutte le nazionali africane aventi diritto, divise in vari gironi. Alla fase finale della Coppa si qualificano solo le prime due di ogni girone, in tutto 24, con il Camerun già automaticamente ammesso in quanto Paese ospitante. Al termine delle qualificazioni, le 24 partecipanti saranno divise – tramite un sorteggio – in sei gironi da quattro squadre ciascuno.

Le squadre all’interno dello stesso girone si sfideranno tra loro una sola volta e, al termine delle tre giornate, si qualificheranno le prime due di ogni gruppo più le quattro migliori terze.

Le 16 qualificate entreranno a far parte di quella che viene comunemente chiamata “fase a eliminazione diretta”, in cui si sfideranno in partite secche: si parte dagli ottavi di finale, poi i quarti di finale, semifinale e la finale, atto conclusivo del torneo in programma il 6 febbraio a Yaoundé

Durante la fase a eliminazione diretta, in caso di pareggio al termine dei 90 minuti regolamentari, si procederà con altri due tempi supplementari da 15 minuti ciascuno e, se dovesse permanere la parità, con i calci di rigore.

Cizmic: «La Coppa d’Africa? Dai club è considerata dannosa»

Nel corso degli anni, la Coppa d’Africa sta ottenendo maggior successo anche fuori dal continente africano, con gli europei sempre più interessati ad un evento che sta diventando importante anche a livello televisivo. A spiegare i motivi di questa espansione, ci ha pensato Alex Cizmic, esperto di calcio e in particolare di Coppa d’Africa.

La rilevanza mediatica che sta oggi acquisendo questa competizione è grazie alla maggiore importanza che i calciatori africani rivestono oggi in Europa, in particolare nei migliori club europei, ha esordito Cizmic

«Parlando delle italiane, nel 2010 Inter, Milan e Juventus dovettero rinunciare semplicemente a un giocatore per squadra. Oggi non è più così: se pensiamo al Milan e al Napoli, a causa della Coppa d’Africa perderanno la loro spina dorsale della formazione titolare e dunque il danno causato dalla competizione, per i club, è maggiore», ha poi proseguito Cizmic. «In sintesi, la crescita del valore dei calciatori africani nelle squadre europee ha fatto sì che aumentasse di conseguenza l’interesse delle squadre nei confronti della competizione che, a detta della maggior parte degli europei, ruba talenti a stagioni in corso ai propri club».

Le due importanti differenze tra la Coppa d’Africa e gli Europei

Come già anticipato, la Coppa d’Africa è per format e tipologia molto simile agli Europei. Abbiamo quindi chiesto al nostro esperto quali sono le sostanziali differenze tra i due tornei. «Sicuramente  la prima riguarda l’aspetto geografico e della logistica: l’Africa è tre volte più grande dell’Europa e anche i semplici spostamenti da una sede all’altra della competizione, vanno fatti in aereo, sia perché le distanze sono ampie, sia perché gli altri mezzi di trasporto non sono efficienti» ha spiegato Cizmic.

«La seconda differenza è che quando si parla di competizioni africane per Nazionali, rispetto ai campionati locali, cambia notevolmente il contesto: questo perché in Nazionale arrivano tutti calciatori dall’Europa e pochissimi calciatori militanti in Africa» ha dichiarato Cizmic.

Gli “africani europei” devono dunque adattarsi ai contesti ambientali africani e spesso questo non è semplice: bisogna abituarsi per esempio a infrastrutture più scadenti o ad ambienti infernali. Diciamo che serve un cambiamento di mentalità dei calciatori africani che giocano in Europa, devono riuscire a calarsi nella situazione

Le squadre favorite e i calciatori da seguire

In conclusione, in qualità di esperto e appassionato, abbiamo voluto sapere quali sono le squadre favorite per la vittoria finale e quali calciatori sono da tenere d’occhio. «La favorita rimane l’Algeria, perché è campione in carica, recentemente ha vinto la Coppa Araba, non perde da 39 partite consecutive e in rosa ha gente del calibro di Mahrez. Occhio però anche a Senegal e Marocco, sia per qualità della rosa che per qualità della guida tecnica» ha spiegato Alex Cizmic. «Sotto queste tre, ci sono le nazionali blasonate che hanno perso appeal nel corso del tempo: Nigeria, Camerun, Ghana, Costa d’Avorio».

Per quanto riguarda invece i calciatori da seguire, oltre agli ormai noti Salah, Mahrez e Manè per citarne tre, Cizmic ci ha indicato diversi nomi, tra i quali: «Hannibal Mejbri, talentino classe 2003 del Manchester United e della nazionale tunisina. Samuel Chukwueze, attaccante del Villarreal, ma anche Saïd Benrahma del West Ham. In generale comunque la Coppa d’Africa offre sempre tanti talenti».

In attesa che lo spettacolo abbia inizio, la speranza è che la competizione riesca ad assumere sempre più importanza a livello mondiale. La strada è quella giusta e – per citare la famosa canzone di Shakira inno dei Mondiali giocati in Sud Africa nel 2010 – This Time for Africa.

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