Roma: “Italiani senza cittadinanza” in piazza contro il virus delle discriminazioni

L'associazione Italiani senza cittadinanza è scesa in piazza con Black Lives Matter Roma per ricordare che in Italia nessuno è ancora vaccinato contro l'intolleranza.

Nella Giornata mondiale contro tutte le Discriminazioni, l’associazione Italiani senza cittadinanza, in collaborazione con Black Lives Matter Roma, ha scelto di scendere in piazza del Popolo a Roma, in occasione della manifestazione “Diversae da chi?“. Lo scorso 28 febbraio, mantenendo le distanze e indossando le mascherine in pieno rispetto delle norme Covid, decine di giovani e non, italiani e non, hanno indetto una manifestazione contro le discriminazioni –  ogni tipo di discriminazione: quella contro la comunità Lgbt, come quella che colpisce gli stranieri che da anni vivono in Italia, o addirittura ci sono nati, ma che lo Stato rifiuta di chiamare cittadini.

In piazza contro la discriminazione

In piazza del Popolo risuona la voce di Sonny Oulmati, nato a Roma 30 anni fa da genitori nigeriani, studente al quinto anno di medicina, ballerino professionista anche in tv: «Quando sei straniero la prima domanda che ti fanno è “Quando sei arrivato?”. Io sono nato a Roma, parlo italiano, mangio italiano, vivo italiano. Ma per lo Stato italiano io sono italiano? No». Denuncia il razzismo di tutti i giorni, Oulmati, rivolgendosi a una piazza multietnica, mentre passante che si ferma incuriosito. Non si definisce solo italiano, ma più precisamente romano («che, se sente?», scherza).

Giocavo a basket, nel vivaio della nazionale giovanile. Ma non sono stato più convocato, perché vige un’assurda regola per cui nella squadra nazionale possono esserci solo due stranieri, non importa che tu sia nato e cresciuto qui.

L’associazione Italiani senza cittadinanza ha di recente inviato una lettera al neo presidente del Consiglio Mario Draghi, perché agisca per lo ius soli ma, almeno per il momento, non ha ricevuto risposta.

Questione di priorità

In un anno infestato dalla crisi, spiegano da Italiani senza cittadinanza, per ambire alla cittadinanza bisogna dichiarare 8263,61 di euro l’anno, perché sì, in un Paese con il tasso di disoccupazione al 30% uno straniero in Italia è costretto a dimostrare il proprio reddito nel tempo. La pandemia non ha accettato deroghe, neppure per quei 178000 minorenni senza cittadinanza iscritti all’anagrafe, il cui stato di incertezza che si traduce in una lunga lista di problematiche, che hanno riguardato ad esempio la DAD e tutte le sue carenze. Se il tema scolastico è ancora terreno di dibattito (è una priorità, non lo è?), lascia perplessi invece che in piena crisi sanitaria ancora non risolva ancora lo status del personale sanitario di origini straniere che, senza cittadinanza, non può accedere al settore pubblico: per questa ragione NRW condivide il messaggio lanciato da Italiani senza cittadinanza e Black Lives Matter Roma, ricordando che è una priorità, per il legislatore, non approfondire il divario con il tessuto (e il mutamento) sociale di un’Italia già arricchita da molteplici radici cui è importante dare spazio, soprattutto in momenti di crisi.