Maia Sandu: «Io, prima presidente donna, sono il cambiamento della Moldavia»

Il partito di Maia Sandu ha di recente ottenuto una vittoria epocale. NRW l’aveva incontrata nel corso di un appuntamento pre-elettorale con la diaspora italiana.

DiAnca Mihaescu

Lug 13, 2021

Una figura minuta ma dallo sguardo acceso, determinato. Maia Sandu, 49 anni, è la prima donna presidente della Repubblica di Moldavia eletta nel 2020 a quasi 30 anni dopo la dichiarazione di indipendenza. Poche ore fa i risultati delle elezioni tenutesi domenica hanno decretato la sua vittoria alle elezioni legislative, nonostante una campagna elettorale caratterizzata da propaganda e disinformazione. Il partito della pro-europea Maia Sandu – Partito di Azione e Solidarietà (Pas) – è riuscito ad aggiudicarsi una maggioranza assoluta in parlamento (63/101 mandati parlamentari) ottenendo un 52% a livello nazionale. Risultato reso possibile grazie anche ai voti della diaspora dove Pas ha ottenuto oltre 86% delle preferenze: una impresa storica, considerando che per la prima volta nella storia del Paese un partito di centrodestra ottiene la maggioranza in Parlamento.

Vittoria storica

La partita delle elezioni era vitale per Maia Sandu, la quale ha sciolto il Parlamento nell’aprile scorso a seguito dell’incapacità dell’assemblea legislativa di formare un governo. Sperava proprio in un risultato che garantisse una maggioranza assoluta al partito Pas ponendo così fine alle ostilità registrate in Parlamento da parte del partito socialista di Igor Dodon, il quale aveva la maggioranza insieme alla formazione populista Șor e Pro Moldova. A seguito del voto di domenica Becs (il Blocco elettorale dei comunisti e dei socialisti) è riuscito ad ottenere 27,17% delle preferenze, assicurandosi cosi 32 seggi in parlamento (ma appena 5228 voti dalla diaspora).
Proprio la diaspora moldava è stata decisiva quindi per questo risultato: NRW ha incontrato Maia Sandu poche settimane fa, nel corso di un incontro con la comunità moldava di Milano, nel quale ha parlato del lungo e faticoso camino che il popolo moldavo ha davanti per cambiare il Paese:

«Innanzitutto, io credo di aver vinto le elezioni del 2020 perché ho sostenuto apertamente di voler eliminare la corruzione, riformare la giustizia ma anche fare giustizia nel Paese. È per questo che ho ricevuto il mandato dei cittadini. Questo significa al tempo stesso che la maggior parte dei miei concittadini ha capito che la corruzione è un problema maggiore per la nostra società, ed è proprio da lì che dobbiamo partire per risolvere tutti gli altri problemi» ci ha spiegato

La visita di Sandu in Italia

Nonostante i problemi economici, la corruzione, un numero sempre maggiore di emigrati, la fiducia nei cittadini come motore del cambiamento è evidente e il ruolo dei moldavi in Italia importante. In occasione del suo recente tour europeo conclusosi in Italia, a seguito dell’invito ufficiale da parte del Presidente Sergio Mattarella, il quale ha espresso sostegno rispetto agli sforzi per la modernizzazione della repubblica di Moldavia, Sandu ha sottolineato l’importanza della partecipazione al voto da parte della diaspora, apprezzando il continuo sforzo economico dei lavoratori moldavi in Italia, anche grazie alle rimesse inviate in patria. Basti pensare che secondo Banca d’Italia, nel 2020 i cittadini moldavi hanno inviato nella Repubblica di Moldavia 151,61 milioni di euro.
A loro Sandu ha ricordato che: «Quel che io ho fatto, assieme ai miei colleghi di partito, è stato dimostrare che si può fare una politica pulita, con soldi legalmente donati e con trasparenza. In passato, ed in alcuni casi ancora oggi, alcuni partiti politici si sono finanziati con soldi sporchi provenienti da fonti non identificate o non dichiarate. Io continuo a credere che la corruzione dello stato inizia con la corruzione della politica. Tutti quelli che investono soldi sporchi per vincere le elezioni, una volta entrati nelle istituzioni cercano di “recuperare” l’investimento fatto, magari di raddoppiarlo, triplicarlo, moltiplicarlo. Questo è quello che è successo nella politica moldava».

Tra Italia ed Europa

La presidente Sandu, filoeuropeista, ha incentrato la sua campagna su un obiettivo, portare a compimento le riforme necessarie per avvicinarsi all’Unione europea, e al tempo stesso scalfire la maggioranza al parlamento, che fino a poche settimane fa era controllato dai socialisti filorussi. Quella che fino al 1991 è stata la Repubblica Socialista Sovietica Moldava è una piccola nazione racchiusa tra Romania e Ucraina, senza sbocco sul mare. È attraversata dal fiume Dnestr che divide il territorio nella filo-rumena Bessarabia e nella russofila Transnistria. Nella sua strada europea, quindi, Maia Sandu è sostenuta anche dalla diaspora moldava la quale vive fuori dai confini nazionali, che spera di poter tornare a casa un giorno in un Paese membro dell’UE. In particolare, in Italia risiedono oltre 118 mila cittadini moldavi, principalmente in Veneto, Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio. Una popolazione numerosa, che domenica ha votato in 31 seggi, il numero maggiore al di fuori dalla Repubblica di Moldavia. Incontrandoli a Milano, Sandu anticipava la sua vittoria:

Nonostante tante notizie false, la propaganda, la disinformazione, persino la compravendita dei voti, la nostra società si dimostrerà resistente di fronte a queste pratiche. I cittadini non si lasceranno manipolare da chi ha uno scopo diverso da quello di servire i cittadini

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