Non sei né bionda né alta e hai gli occhi un po’ a mandorla. Sei sicura di essere russa e non sudamericana? Secondo voi quante volte mi sono sentita fare questa domanda da quando ho iniziato a viaggiare, una quindicina di anni fa? Tante, fin troppe. E ogni volta mi chiedo come sia possibile che gli europei, così attaccati alle differenze e all’identità di ogni località, pensino che il Paese più grande del mondo abbia un solo tipo fisiognomico, cioè quello slavo.

Ma i russi, chi sono?

Allora, partiamo dalle definizioni. Nella lingua russa esistono due parole, una per la cittadinanza e una per l’appartenenza etnica. La prima è Россиянин/россиянка [rossijanin/rossijanka] e indica ogni cittadino della Federazione Russa, per intenderci chiunque abbia il passaporto russo interno (in Russia non esiste la carta d’identità). Esiste poi il termine Русский/русская [russki/russkaia] che si riferisce all’appartenenza etnica dei russi, ovvero il popolo russo di origine slava. Purtroppo queste due parole creano confusione perché di solito non vengono spiegate né tradotte.

In Russia vivono circa duecento diverse etnie che non hanno niente a che fare con gli slavi. Ognuna tiene molto alla propria identità culturale, religione e lingua (attenzione parliamo di lingue, non di dialetti, che spesso sono completamente diversi dal russo). I russi sono di etnia slava come i polacchi, i croati, gli ucraini e altri popoli dell’Europa dell’Est. Ho notato che anche su questo punto c’è un po’ di confusione tra gli italiani, che spesso non conoscono la differenza tra i russi e i popoli slavi delle ex repubbliche sovietiche come l’Ucraina e la Bielorussia. Secondo un recente censimento, i russi slavi in Russia sono l’80% circa, 117 milioni sui 147 milioni della popolazione totale. Quindi ci sono altri 30 milioni di cittadini della Federazione Russa molto diversi dallo stereotipo del russo.

Io stessa sono russa per cittadinanza, ovvero sono ufficialmente una cittadina della Federazione Russa, ma la mia etnia si chiama Nogai e non ha nulla a che vedere con l’etnia slava sotto tutti i punti di vista (fisionomia, cultura, lingua)

Inoltre, sono originaria del Caucaso del Nord, un territorio famoso per il numero delle differenti etnie che ci vivono: ce ne sono più o meno sessanta. Nel Caucaso vive anche una piccola comunità di ebrei montanari, gli Juhuro. E ci sono addirittura lingue di certe etnie che somigliano all’ungherese o al finlandese.

La leggenda narra che Dio volò sulla Terra e da una sacca distribuì le lingue ai popoli. Quando arrivò sul Caucaso, però, la sacca si ruppe e tante lingue autoctone diverse caddero su un unico territorio

Quindi, per esempio, se una vostra amica russa dai tratti somatici slavi vi facesse notare che una come me non è russa, intenderebbe dire che non sono di etnia russa, non che non sono cittadina russa.

Un breve cenno storico

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Magari per molti sarà scontato, ma per focalizzare meglio la questione voglio ricordare che quella che oggi conosciamo come Federazione Russa è nata dalle ceneri dell’Urss che, a sua volta, ha sostituito l’Impero russo. Non dobbiamo dimenticarci questo aspetto: la Russia era un impero, uno dei più grandi con continuità territoriale della storia. I russi conquistarono numerosi territori dove vivevano altrettanti popoli culturalmente molto lontani dalle popolazioni slave. Quei popoli sono ancora lì e hanno attraversato tutte le trasformazioni politiche successive all’impero. In Europa faccio fatica a trovare un corrispettivo, se non utilizzando esempi parziali e poco sovrapponibili. Ma possiamo dire che qui in Italia le persone di un’etnia molto diversa da quella italiana sono sostanzialmente straniere, immigrate, non-italiane. In Russia, invece, abbiamo persone di etnie differenti da quella russa che, però, sono ufficialmente cittadine russe dalla nascita e spesso vivono nel territorio originario dove il loro popolo viveva anche prima della conquista russa.

La convivenza religiosa

Com’è possibile che tu sia russa e allo stesso tempo musulmana? È un’altra domanda che mi sento fare spesso. E se io vi dicessi che ci sono ben cinque regioni buddiste in Russia? Per non parlare dei 20 milioni di musulmani, degli ebrei e delle etnie pagane e animiste. Ci sono tanti templi antichi, moschee che hanno centinaia di anni e sinagoghe nei centri delle città.

Non si può dire che la convivenza delle culture e delle religioni vada sempre liscia ma è certamente un altro aspetto della Russia non molto conosciuto

Io sono cresciuta nella regione Karačaevo-Čerkesija che è a prevalenza musulmana anche se la mia famiglia non è praticante. A casa dei miei non esistono Natale o Pasqua ma solo le feste laiche russe e quelle locali musulmane. Devo dire che la laicità russa mi manca, soprattutto quando penso alle festività: in Italia, o festeggi il Natale o non sei veramente integrato. Invece mi piace di più la tradizione, di derivazione sovietica ma tuttora presente, di celebrare principalmente il Capodanno. Tutti possono festeggiarlo, indipendentemente dalla religione di appartenenza.

I russi soffrono più il caldo che il freddo

Come fai ad avere freddo se sei russa? Me lo chiedono spesso, sempre per la serie “domande imbarazzanti”. Non ci crederete, noi russi in Italia soffriamo il freddo molto più che in Russia. E il motivo è molto semplice: in Russia fa freddo fuori, ma dentro le case fa sempre molto caldo. In Italia è tutto al contrario. Magari la temperatura esterna in inverno non arriva neanche a zero gradi ma all’interno delle case raramente è sopra i venti, che per noi non è molto caldo. Questo cambia tanto, dopo aver fatto almeno un viaggio in Russia capirete cosa intendo. La Russia è la nazione più estesa del mondo e il clima cambia molto in base alle zone. La mia miglior amica mi ha raccontato che una volta è andata a Mosca a fine aprile da Novyj Urengoj, una città all’estremo nord del Paese, e che in aeroporto prima di partire aveva lasciato la pelliccia per mettersi una giacca leggera. A Mosca, che non è la città più calda della Russia, in quel momento c’erano circa venti gradi, invece nella sua città c’erano ancora venti gradi sotto zero, una cosa normale per il periodo. Ero scioccata, io vengo dal sud della Russia e per me queste temperature sono esagerate. Considerate che la mia città Čerkessk è circa alla stessa latitudine di Bologna.

Russia, uno state of mind

Probabilmente alcuni di voi sono stati a Mosca o a San Pietroburgo, oppure hanno fatto la famosa Transiberiana. Vi inviterei invece a visitare anche altri posti per scoprire che la Russia è, in realtà, quello che si definisce uno state of mind e vale la pena conoscerla più a fondo. Così in futuro magari si eviteranno anche le domande imbarazzanti agli amici di Milano che provengono dalla Russia. E last but not least, parlando dei legami tra le mie origini e l’Italia, ecco una perla musicale da non lasciarsi sfuggire, per chi ancora non la conoscesse. Questi russi strani che cantano Se una regola c’è di Nek, provengono dalla mia regione, la Karačaevo-Čerkesija.