Europei di atletica U23: Malina Berinde e il dannato ostacolo della cittadinanza

La giovane atleta di origini rumene è una promessa dell'atletica italiana, ma le leggi sulla cittadinanza le impediscono di rappresentare l’Italia agli europei 2021.

DiDomenico Cannizzaro

Lug 7, 2021

L’8 luglio partono i campionati europei U23 di atletica: una bella vetrina per i giovani atleti in rampa di lancio, ma soprattutto un’altra occasione per il nostro Paese di imporsi nell’atletica, sport che negli ultimi tempi ha messo in luce anche tanti ragazzi italiani con background migratorio. Al via nella corsa dei 400 metri ostacoli però mancherà Malina Berinde, una delle atlete più veloci nella categoria d’appartenenza.

Chi è Malina Berinde?

Malina è una ragazza ventenne, di origini rumene, in Italia dall’età di 3 anni. Fa dell’agilità e della velocità la propria forza e per ben due volte ha ottenuto il tempo minimo per partecipare ai campionati Europei U23 di Tallinn. Proprio quando il suo desiderio di andare ai campionati europei in rappresentanza italiana si stava per avverare, la burocrazia italiana non glielo ha permesso: Malina Berinde guarderà gli Europei dal divano e dovrà fare i conti con le ferite e il sogno infranto.

O meglio, potrebbe andare e rappresentare la Romania, ma la vede giustamente come una scelta forzata. Lei si sente italiana e torinese, perché la sua storia, la sua quotidianità e la sua vita sono qui, in Italia

Non potrà rappresentare l’Italia a causa di una legge sulla cittadinanza che ha urgentemente bisogno di essere rivista e che si spera riesca ad includere anche i meriti sportivi, visti i tanti casi degli ultimi anni. Sebbene Malina Berinde sia in Italia da tantissimo tempo ormai, non ha ancora ottenuto la cittadinanza italiana. A differenza di suo padre e sua madre a causa di un problema burocratico che l’ha costretta a riformulare la domanda, allungando i tempi d’attesa di altri due anni: troppi per chi come lei corre veloce e vuole avverare i propri sogni sportivi. Non è la prima volta che accade e purtroppo non sarà l’ultima. Senza una riforma per la cittadinanza il destino degli atleti è affidato alla sorte.

Malina che sogna la cittadinanza e le Olimpiadi

Il problema inoltre non riguarderebbe solo i campionati europei, ma potrebbe mettere a rischio la sua carriera da professionista: senza l’ottenimento della cittadinanza infatti le sarebbe preclusa la possibilità di entrare nei gruppi sportivi militari, di cui fanno parte i più forti atleti italiani.

Lei comunque non si arrende e sogna ancora di poter gareggiare alle Olimpiadi (non di Tokyo, ma in un futuro prossimo) con i colori italiani. «Sono italiana anche senza un pezzo di carta. Mio padre l’ha presa, mia madre quasi. Io no perché la mia pratica non si è conclusa prima dei 18 anni. Era tutto organizzato. E invece nulla».

Ci auguriamo che qualcosa cambi per Malina e che in futuro riesca a rappresentare, come da sua volontà, i colori del nostro paese. E considerando che quest’anno ha ottenuto il quarto tempo assoluto in campo europeo, potrebbe anche darci delle grandi soddisfazioni sportive nel campo dell’atletica. Di ostacoli ne ha superati tanti e continuerà a farlo, non sarà di certo quello della cittadinanza a fermare il sogno di una ragazza che, prima di un evitabile inghippo burocratico, stava bruciando le tappe arrivando ai vertici dell’atletica italiana e non.

Il caso di Abdelhakim Elliasmine

Un altro caso che ha fatto parecchio discutere è quello di Abdelhakim Elliasmine, conosciuto come Hakim. È un ragazzo di 23 anni di origine marocchine, ma arrivato in Italia quando aveva ancora 8 anni. Hakim è uno dei migliori mezzofondisti italiani, ha centrato il tempo minimo per gli Europei U23 negli 800 metri (1’46”50) e nella sua seppur giovane carriera ha già vestito 10 volte la maglia di campione d’Italia nella sua disciplina.

Nonostante un curriculum di tutto rispetto, non potrà andare agli Europei, come Malina, perché la sua richiesta di cittadinanza è ancora ferma lì, dove lo era già a novembre 2019

Sì, perché Hakim presenta la prima richiesta di cittadinanza dopo 10 anni di permanenza in Italia, nel settembre del 2018, ma la domanda viene respinta  per insufficienza reddituale, per pochissime centinaia di euro. Così la FIDAL (Federazione Italiana di Atletica Leggera) decide di dedicarsi in prima linea al caso e presenta nel novembre 2019 la richiesta di concessione della cittadinanza italiana per meriti sportivi, ma dopo quasi due anni ancora tutto tace. Di treni ne passeranno tanti nella carriera di Hakim, ma il primo lo ha perso e non per colpa sua, visto che va veloce.

Gli atleti simbolo della diversity da seguire a Tallinn

A differenza di Berinde e Hakim, ci sono altri atleti di origini straniere che hanno ottenuto la cittadinanza e proveranno a vincere con i colori italiani già a partire da questi campionati europei U23. Il primo è Nesim Amsellek, mezzofondista classe ‘99 che sarà protagonista nella gara dei 1500 metri, sua gara preferita e dove ha ottenuto il suo miglior tempo a giugno: 3:38.28. Non sarà l’unico italiano in gara nella sua categoria ma è, tra tutti, quello che arriva col miglior tempo ottenuto nel 2021. Un’altra freccia italiana, ma questa volta nello sprint, in particolare nei 110 metri ostacoli, è Franck Brice Koua, nato nel 2001 a Magenta da genitori ivoriani: anche in questo caso detiene il miglior tempo tra i qualificati all’Europeo di Tallinn e ha stupito tutti nel 2021 con un 13.56 (ma condizionato dal vento) e un 13.78 ai campionati assoluti. Nei lanci proverà invece a ritagliarsi invece uno spazio Jhonatam Maullu, ragazzo sardo di origini brasiliane. Ad appena 20 anni è uno specialista del lancio del giavellotto e si presenta agli europei con il titolo di campione italiano in carica.

In attesa che tutti i ragazzi cresciuti in Italia possano gareggiare per i colori a cui sentono di appartenere, a Tallinn dall’8 luglio ci limiteremo a tifare per questi ragazzi.

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