Com'è possibile che per un sondaggio di AgenziaQuorum/Youtrend per Skytg24 il 62,8% degli italiani sia favorevole allo ius soli e per uno di Ipsos Italia per il Corriere della Sera il 61% gradisca o gradisca abbastanza la fermezza del Viminale? Ce lo spiega il nostro polemista Sindbad il Marinaio.

C’è qualcosa che non torna nella narrazione che viene fatta in Italia sugli immigrati e sulla percezione da parte della gente. Secondo l’ultimo sondaggio di AgenziaQuorum/Youtrend per Skytg24 il 62,8% degli italiani sarebbe favorevole alle ius soli, la norma di legge che consentirebbe a chi è nato in questo Paese di diventare automaticamente cittadino italiano. Niente di rivoluzionario si capisce. Pur con tutti i mal di pancia di Donald Trump, è ancora parte del sistema normativo degli Stati Uniti. Andando più a fondo nel guardare i sondaggi si scopre che gli elettori del centrosinistra favorevoli allo ius soli sono addirittura il 96% e quelli del Movimento 5 Stelle sono pur sempre il 72%. Diverso il dato guardando nel campo del centrodestra. I votanti Lega contrari allo ius soli sarebbero il 67,8% mentre tra gli elettori di Forza Italia si scende ancora a un 52% di contrari.

Letti in un altro modo, ed è qui il primo dato straordinario, più di 3 elettori della Lega su 10 sono completamente fuori linea con le politiche di Matteo Salvini che pur di non avere lo ius soli sarebbe pronto a tutto. E addirittura poco meno di un elettore su due del partito di Berlusconi è in linea con il centrosinistra.

Detto questo non si capisce come mai, facendo una proiezione tra intenzioni degli elettori contattati in questo sondaggio e rappresentanza parlamentare, lo ius soli non sia ancora diventato legge in Italia. E non si capisce come mai questo tema, che è stata una delle principali battaglie del Pd di Renzi, sia stato presto abbandonato di fronte al fuoco di fila degli oppositori che stanno al governo, in attesa di sapere cosa ne farà Nicola Zingaretti di questo tema.

Ma c’è di più. Se si allarga il discorso alle politiche sui migranti del governo si scopre una sorta di schizofrenia degli italiani sul tema. Secondo uno degli ultimi sondaggi di Nando Pagnoncelli di Ipsos Italia per il Corriere della Sera il 33% degli italiani gradisce la fermezza del Viminale, dalla chiusura dei porti alla chiusura di ogni prospettiva per i migranti. E il 28% gradisce abbastanza. Portando complessivamente al 61% il dato degli italiani che non si oppongono alle politiche del governo di Giuseppe Conte dettate da Matteo Salvini. Quel che sorprende di più è un’analisi più approfondita della composizione di quel 61% d’accordo con il ministro leghista. Tra i cattolici, anzi di più, tra chi va a messa almeno una volta la settimana, il 57% è favorevole alla linea di Matteo Salvini. Malgrado la Chiesa e il Papa in prima persona si siano scagliati più volte contro chi nega l’accoglienza per i migranti. Tra gli elettori del Pd il consenso per il Viminale è ovviamente inferiore, ma pur sempre pari al 23%. Paragonando i due sondaggi sembra di capire che solo un elettore su 4 del Pd è d’accordo con Salvini ma scende a meno di 1 su 10 se in ballo c’è lo ius soli. Dando per scontata la validità di entrambi i metodi di rilevamento sembra di capire che tutti gli elettori, anche quelli di sinistra, siano meno spaventati dall’idea di concedere la cittadinanza a chi è nato qui figlio di immigrati piuttosto che accogliere chi ha attraversato il mare per arrivare in Italia. Forse un segno che sta cambiando pure la percezione degli stranieri, accettati e consolidati se sono da tempo in Italia. Magari non troppo visibili come sappiamo, anche se all’interno del sistema sociale e a quello produttivo ai più alti livelli. Degni quindi secondo un pensiero a quanto pare condiviso, di avere diritto alla cittadinanza e chissà quanto prima al voto. Mentre con più sospetto viene guardato chi scende oggi dai barconi, gli ultimi arrivati, gli ultimi degli ultimi, che non solo non sono meritevoli di considerazione ma è pure meglio se gli sbarriamo i porti in faccia. Dentro a questa percezione diffusa c’è la storia delle migrazioni nel nostro Paese.

A far paura all’inizio erano soprattutto i rumeni, poi gli albanesi, adesso accettati a differenza degli africani sia del Maghreb che del cuore del continente, accusati del peggio del peggio. Una paura dettata più dall’ignoranza che non da elementi reali. Una paura che ci vede in testa al mondo secondo un sondaggio del World Economic Forum che alla viglia del vertice di Davos ha contattato con un campione assai largo di diecimila persone. Secondo il WEF solo il 30% degli italiani pensano che gli immigrati siano una risorsa per il proprio Paese. Contro una media del 56% del resto del mondo. Superata addirittura dagli Usa dove, pur sotto Donald Trump, il 63% considera chi valica il muro un bene prezioso. Ma che ci porta ad essere a stretto contatto con la Germania di Angela Merkel dove il 48% dei tedeschi considera gli immigrati positivi per il proprio Paese.

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