Il famoso collettivo satirico online (loro lo spassoso “Si muore tutti democristiani”) si unisce alla organizzazione italiana indipendente per un progetto che racconta la vita e le attività dei volontari EU Aid Volunteers in Africa. Uno degli autori, Pietro Belfiore, ci racconta il perché di questa scelta.

Dal morire democristiani al fare volontariato in Mozambico, il passo è breve. Il collettivo satirico Terzo Segreto di Satira, famoso per i suoi esilaranti sketch di politica (tra i quali uno spassoso “Si muore tutti democristiani”) torna stasera sui nostri schermi (virtuali) con Following Life (seguire la vita), webserie realizzata con WeWorld Onlus, organizzazione italiana indipendente che lavora in 29 Paesi, Italia compresa, per promuovere progetti di cooperazione allo sviluppo e aiuto umanitario per donne, bambini e comunità locali.

La serie, che sarà presentata questa sera a Milano, racconterà storie dal campo dei volontari impegnati nei progetti di cooperazione internazionale e sarà ambientata in Mozambico, dove il Terzo Segreto di Satira incontra on the road i tre EU Aid Volunteers (un’iniziativa dell’Unione Europea che offre l’opportunità ai cittadini europei maggiorenni di lavorare come volontari in scenari di crisi umanitaria). «La satira nostra ha sempre avuto come soggetto la politica e il sociale, ma le poche volte che abbiamo collaborato con brand o enti è stato sempre per progetti di natura etica», ci spiega uno degli autori del collettivo, il regista Pietro Belfiore. Ci sono temi sui quali ironizzare è più complesso, ma non impossibile. E neppure vietato:

Volevamo raccontare in maniera più leggera il mondo della cooperazione e del volontariato, soprattutto oggi che questo mondo non viene guardato con occhi obiettivi, né tantomeno amichevoli.

Tra il dire e il fare, il Terzo Segreto di Satira ha scelto la seconda. Il gruppo è volato in Mozambico, per capire come funziona il lavoro dei volontari, in loco: «Di base e personalmente, ho sempre profondamente nella libertà di chiunque di spostarsi, e questo vale sia per chi si trova a migrare, ma anche per chi sceglie di dedicarsi al volontariato e all’aiuto umanitario. Quella di chi sceglie di lasciare casa per periodo lunghi, spostandosi continuamente e semplicemente con l’intenzione di dare una mano può sembrare incomprensibile» continua Belfiore. «Soprattutto, può diventare complesso diventare parte integrante di una cultura e di un popolo diverso dal proprio, in uno scambio reciproco continuo. Ma il rapporto è stato integrante e volto all’accoglienza, sia da parte dei volontari, che dello staff e della popolazione locale. E non è certo facile, quando ci sono modi e abitudini cristallizzate nel tempo».

Una risata forse non seppellirà razzismo e hater, ma potrebbe rendere loro la vita più difficile? «Una risata aiuta sempre, è un po’ di ironia permette di rendere più accessibile il tema, avvicinandolo a chi è lontano da questa sensibilità, dopo anni nei quali si è istillata nelle persone la paura del diverso. Nel nostro piccolo, la soluzione è quella di provare a raccontare questo ambito, senza raccontato con enfasi e pietismo o annegato con violenza della paura». Se la satira ha un limite, non è quello di scatenare gli odiatori di professione: «Il limite, semmai, è che la conversazione rimanga tra chi già la pensa in maniera simile. Quindi: ben vengano gli odiatori della nostra webserie. Spero siano tanti, vorrebbe dire siamo usciti dalla nostra cerchia e questo sarebbe già un successo».

Informazioni
Following Life
Giovedì 3 ottobre, ore 19,30 al Cinemino di via Seneca, 6 a Milano.
(alla serata saranno presenti Pietro Belfiore, Andrea Mazzarella e Davide Bonacina del Terzo Segreto di Satira).

Per partecipare alla serata scrivere comunicazione@weworld.it

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