Ospite del primo workshop di Nuove Radici, in un video il rapper italonigeriano parla del suo libro. Abile comunicatore, usa l'ironia e l'umorismo per parlare di se stesso dei personaggi di cui parla.

La verità, nient’altro che la verità. Con questa citazione da telefilm americano, Tommy Kuti riassume in effetti l’approccio con il quale ha scritto il suo primo libro, Ci rido sopra. Crescere con la pelle nera nell’Italia di Salvini, edito da Rizzoli. Nel suo racconto intreccia il (gravoso quanto coraggioso) arrivo del padre, Samuel, in Italia, al suo faticoso percorso di accettazione: da bambino bullizzato e costretto a subire forme di razzismo più o meno velate, al successo.

Primo rapper afrodiscendente italiano a firmare con la Universal, secondo classificato nell’ultima edizione di Pechino Express, Tommy Kuti spazia dalla politica alla religione, dalla discriminazione alla vita nelle periferie. E non si risparmia, non pecca di diplomazia e neppure di perbenismo. Per questo lo abbiamo sottoposto ad un “gioco” giornalistico (che abbiamo ripetuto nel corso del primo workshop di NuoveRadici, a Palazzo Marino): gli abbiamo chiesto cosa penseranno una serie di personaggi che lui cita puntualmente nel suo libro, se leggeranno le sue pagine.  

video a cura di Cristina Piotti e Alice Soragna

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