Dall’1 al 5 settembre 2020, a Otranto, si terrà la XII edizione del Festival dei giornalisti del Mediterraneo. NRW sarà media partner della manifestazione per il secondo anno consecutivo.

Il Festival dei Giornalisti del Mediterraneo 2020 non è stato fermato dalla pandemia. Dall’1 al 5 settembre la città più orientale d’Italia tornerà ad ospitare un appuntamento molto atteso per gli appassionati, gli esperti e i giornalisti.

L’edizione 2020 avrebbe dovuto rappresentare una svolta perché si sarebbe tenuta in più città, con due appuntamenti anche a Roma e Milano, che sono saltati a causa del Coronavirus. Tommaso Forte, ideatore della kermesse otrantina, non ha però rinunciato a questa forma diffusa del Festival e anticipa a NRW: «Nel 2021 non solo ci saranno gli appuntamenti di Roma e Milano, ma si aggiungerà Napoli, per poi chiudere a settembre a Otranto, come sempre».

Al Festival si racconteranno le crisi che si affacciano sul nostro mare, come quella in atto in Libia. Ne parleremo con Osama Al Saghir, vicepresidente del parlamento tunisino e Alessandro Orsini, professore di Sociologia del terrorismo alla Luiss.

Il Festival non può però ignorare la pandemia di Coronavirus: «Abbiamo sempre raccontato la vita e il lavoro dei nostri colleghi nei luoghi caldi del mondo, perciò in questa edizione daremo voce ai giornalisti che sono stati in prima linea per raccontare il dramma del Covid». Fra gli altri parteciperanno Alessio Lasta, inviato di Piazza Pulita, che ha ricevuto il premio Caravella nel 2018, Stefania Battistini del TG1, Tiziana Prezzo di Sky TG24 e Francesca Nava di TPI.

Ritengo che il successo della manifestazione sia aver creato una comunità di colleghi che amano ritrovarsi a Otranto e confrontarsi su come comunicare al meglio la complessità dello spirito di tempi.

«Abbiamo deciso di occuparci di fake news con Alex Orlowski, esperto di propaganda sulla rete, e Luca Nicotra di Avaaz Italia, che ha stilato un rapporto europeo sulle fake news».

La locandina

Otranto, una città affacciata sul Mediterraneo

Il Festival dei Giornalisti del Mediterraneo è pieno di suggestioni. E a colpire chi vi partecipa non è solo l’autorevolezza degli ospiti e il valore degli argomenti, ma la magia del luogo in cui si tiene. Attraversando le bianche e strette vie del centro storico per raggiungere Porta Alfonsina, è impossibile non esserne ammaliati.

Abbiamo chiesto a Pierpaolo Cariddi, sindaco di Otranto, come la città si è preparata ad accogliere la manifestazione: «Il comune di Otranto ha voluto fortemente ospitare nuovamente il Festival dei Giornalisti del Mediterraneo, la consideriamo una manifestazione importante perché rispecchia i valori della nostra comunità. A Porta Alfonsina, i nostri cittadini e i nostri ospiti avranno l’occasione per conoscere e riflettere i cambiamenti in corso nel bacino del Mediterraneo».

Ma come è cambiata l’ospitalità post Covid? Cariddi ci spiega: «Otranto, fortunatamente, non ha avuto neppure un caso. Abbiamo comunque creato dei percorsi all’interno della città in modo da non creare assembramenti e quest’anno il Festival si terrà solo a Porta Alfonsina con due incontri per sera, dalle 20.30 alle 22 e dalle 22 alle 24. Per il resto, con la riapertura delle frontiere i nostri ospiti troveranno come sempre una città accogliente».

Chiediamo al sindaco di Otranto cosa ha pensato quando ha visto le immagini della vandalizzazione della Porta d’Europa di Lampedusa e le barche bruciate.

Un colpo al cuore. È un peccato che una minoranza possa compiere dei gesti così stupidi e inutili. La maggior parte dei lampedusani è accogliente e generosa. Per ricordare l’immigrazione albanese sulle nostre coste, noi abbiamo il relitto della motovedetta Kater trasformato da Costas Varotsos in un monumento con le sue lacrime di cristalli.

«L’abbiamo restaurata da poco e abbiamo creato la community library “Le Fabbriche”. Abbiamo fatto in modo che non sia solo un monumento ma un luogo di incontro per la comunità. Otranto è da sempre un luogo di incontro tra diverse culture e lo sarà sempre».

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