Da undici anni il Festival Giornalisti del Mediterraneo è anche l'occasione di premiare i reportage che hanno saputo raccontare il Mediterraneo con il Premio Caravella.

Il Festival dei giornalisti del Mediterraneo si chiuderà con l’assegnazione del Premio Caravella del Mediterraneo. Il premio andrà a quei giornalisti che sono riusciti a raccontare ciò che accade nel bacino del Mediterraneo.

Tommaso Forte, deus ex machina del Festival, ci racconta: «L’idea del premio nell’ambito del Festival è nata dalla consapevolezza che il giornalismo è il racconto della verità, anche se scomoda e difficile. In questi undici anni, riconoscere ai reporter questo valore ha significato per noi mettere in rete il miglior giornalismo d’inchiesta fatto sulle sponde di questo nostro vecchio Mediterraneo».

Sulla stessa lunghezza d’onda, il sindaco di Otranto Pierpaolo Cariddi che afferma: «Ogni anno, a Otranto si discute di questa importante area geopolitica e la nostra città è sempre stata ponte tra oriente e occidente. Abbiamo voluto che sia il Festival sia il premio fossero un’occasione per dialogare non solo di migrazione, ma anche di soluzioni socio-politiche che coinvolgano tutta l’area del Mediterraneo. Per questo, nel 2019 abbiamo voluto che si parlasse di più di ambiente, erosione delle coste e della preoccupante presenza della plastica in mare. I problemi del Mediterraneo potranno essere risolti solo con una politica ambientale condivisa ed efficace». 

I premiati quest’anno saranno: 

Lugi Pelazza, dal 2002 inviato del programma Le Iene di Mediaset. Nel 2007 ha vinto il premio giornalistico internazionale Guido Carletto per il reportage sui bambini indemoniati del Congo. Vincitore del Premio Caravella: Per aver raccontato in qualità di videomaker, senza paura, l’inchiesta sul traffico di armi dell’ISIS per colpire l’Europa. Inchiesta complessa, vissuta direttamente. Un approfondimento che disturba la quiete e l’ipocrisia di chi rimane in silenzio.

Manuela Moreno del Tg2 Rai, con i suoi reportage ci ha raccontato gli attacchi dei terroristi a Parigi di Charlie Hebdo e al Bataclan, alla maratona di Boston e al London Bridge di Londra, a Istanbul, Dacca e Nizza. Con lei abbiamo seguito la campagna elettorale di Trump. Attraverso le sue parole abbiamo conosciuto il dolore del terremoto in Nepal e la guerra del Donbass. Vincitrice del Premio Caravella: Per aver concorso con il suo lavoro alla corretta informazione istituzionale ed alla giusta conoscenza degli avvenimenti. Manuela Moreno, racconta con dovizia il mondo del giornalismo.

Francesco Piccinini direttore di Fanpagela testata online seguita da oltre venti milioni di persone ogni mese. Virali le loro inchieste e importante la loro campagna contro la violenza sulle donne. Vincitore del Premio Caravella: Per aver contribuito con la direzione di Fanpage alla diffusione e allo sviluppo di un’informazione diretta, senza condizionamenti, senza giri di parole. Ha dimostrato con coraggio e passione l’arte del giornalismo.

Domenico Iannacone di RaiTre, vincitore per tre volte del Premio Ilaria Alpi per i suoi reportage. Il suo programma I dieci comandamenti ha raggiunto la settima stagione con grande successo. L’ultimo suo programma, andato in onda su Raitre tra maggio e giugno, si intitola Che ci faccio qui?, un percorso di storie di personaggi famosi e non. In un’intervista Iannacone ha detto: «Raccontare le storie degli altri ha un valore alto perché trasmette emozioni. E più vengono abbassati i tabù, più il racconto è reale, non contaminato». Vincitore del Premio Caravella: Per aver raccontato, attraverso coraggiosi reportage, le molteplici realtà del nostro Paese: dal dramma dei migranti senza patria né futuro, alle carceri, alla crisi del lavoro, alle questioni sociali, temi sempre analizzati con autorevolezza.

Sandro Ruotolo, giornalista d’inchiesta, per il coraggio delle sue inchieste sui rifiuti tossici  in Campania è costretto a vivere sotto scorta, minacciato dai Casalesi. Il pubblico italiano lo conosce dal 1988 quando inizia la sua collaborazione con Michele Santoro, da Samarcanda ad Annozero. Vincitore con questa motivazione: Grande conoscitore delle dinamiche criminali della camorra e dei fenomeni di mafia. Giornalista, critico, corretto ed attento osservatore politico. Ruotolo è l’autentica espressione della verità.

Miquel Serra, direttore ed editore di Ultima Hora, quotidiano spagnolo che da centoventisei anni viene letto in tutta la Spagna. Sarà premiato con questa motivazione: Per aver favorito con la direzione de Ultima Hora la conoscenza delle molteplici voci che vivacizzano il Mediterraneo, raccontate attraverso reportage, servizi e approfondimenti scritti con autentica verità. Testimonianza di un giornalismo di qualità.

Tommaso Forte ricorda che, negli scorsi anni, molti sono stati i giornalisti premiati, da Tony Capuozzo a Fausto Biloslavo, da Paolo Di Giannantonio a Gaia Mombelli. Per lui il premio vuol dire riconoscere non solo il talento di alcuni, ma rinnovare quel senso di fratellanza che lega i colleghi giornalisti oltre il mestiere.

«Nei giorni del festival», ci ha raccontato, «c’è un clima di collaborazione e di dialogo che aiuta a rinnovare l’amore verso un mestiere, diventato sempre più difficile per le note difficoltà che il mondo dell’editoria sta attraversando. Proprio per continuare questo dialogo, il Festival diventerà itinerante e si trasferirà anche a Roma e Milano, dove speriamo di allargare la platea non solo di giornalisti ma anche degli operatori della comunicazione per analizzare e trovare soluzioni per il rilancio di una professione fondamentale per la crescita democratica di un Paese».

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