Il long read di questa settimana è dedicato alla fuga per la salvezza dagli zombie e da una vita alienata di una Millennials sinoamericana. Per gentile concessione dell'autrice e di Codice Edizioni pubblichiamo un estratto dell'acclamato "Febbre" di Ling Ma.

Ling Ma
Febbre
(Codice Edizioni, 2019)

C’è sempre un buon motivo per scappare e lasciare il proprio Paese. Candace Chen, sinoamericana della generazione Millennials, in questo romanzo distopico scappa da New York invasa dagli zombie. La meta per la salvezza è Chicago, terra liberata dal pericolo. Il viaggio, come ogni viaggio, avviene su più piani, quello della crescita individuale e quello della affermazione della propria identità. Farsi americana, per una figlia di immigrati come lei, è stato solo il primo step. Salvarsi dagli zombie è il nuovo traguardo. Quanto ci sia della vita vera della scrittrice Ling Ma, cinese da tempo trapiantata negli Stati Uniti, in questo suo primo e acclamato romanzo è tutto da scoprire. Lei intanto incassa il Kirkus Prize e la ambita segnalazione del New York Times Notable Book. Fabio Poletti

Per gentile concessione dell’autrice e di Codice Edizioni pubblichiamo un estratto del libro Febbre di Ling Ma.

Dopo la Fine arrivò l’Inizio. E all’Inizio eravamo in otto, e poi in nove (contando anche me), un numero che da allora in poi sarebbe solo diminuito. Ci eravamo incontrati dopo essere fuggiti da New York verso i lidi più sicuri della campagna.

Lo avevamo visto fare nei film, anche se nessuno sapeva dire esattamente in quali. Molte cose si erano rivelate diverse dal modo in cui erano state rappresentate al cinema.

Eravamo brand strategist, avvocati esperti in diritto immobiliare, specialisti delle risorse umane, consulenti finanziari. Non sapevamo fare niente, quindi cercavamo tutto su Google.

Cercammo “Come sopravvivere in luoghi selvaggi e incontaminati”, e spuntarono fuori immagini di ortiche, insetti velenosi e orme di orsi. Niente da ridire, però noi volevamo sapere come passare all’offensiva. Contro tutto.

Cercammo “Come accendere un fuoco”, e guardammo su YouTube video di fuochi accesi sfregando una pietra focaia con un acciarino, due pietre focaie una contro l’altra o usando una lente di ingrandimento e la luce del sole.

Non riuscivamo a trovare la pietra focaia che serviva, non sapevamo nemmeno come riconoscerla, e prima di provare a usare le lenti bifocali di Bob qualcuno trovò un accendino Bic in un giubbotto di jeans. Il fuoco ci fece superare la nottata e ci portò a un mattino che ci condusse davanti a un Walmart abbandonato.

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