Domenica il bomber del Brescia ha tirato il pallone nella curva dei tifosi avversari, dopo aver subito una serie di insulti a sfondo razziale. Se avesse dato un calcio direttamente agli ultras avremmo avuto ben poco da rimproverargli, riflette il nostro polemista misterioso, Sindbad il Marinaio.

In queste ore, si sta giocando a sminuire quello che è successo domenica allo stadio Bentegodi di Verona. Per la dirigenza del calcio italiano, «erano solo 15» gli ultras del Verona che hanno contestato Mario Balotelli, il bomber del Brescia e della Nazionale, nato a Palermo da genitori ghanesi.

Per il capo della tifoseria del Verona «Balotelli non sarà mai italiano del tutto, perché ha solo la cittadinanza». Le ingiurie, le imitazioni del verso delle scimmie, secondo il capo ultras sarebbero solo intemperanze sportive dettate dal tifo visto che «anche noi abbiamo in squadra “un negro”».

La giustizia sportiva potrebbe fare molto. Gli strumenti ci sono. Dall’interruzione della partita fino alla sconfitta a tavolino per la squadra della tifoseria violenta. Raramente succede. Troppi interessi economici dietro al gioco del calcio.

Ci sarebbe anche il codice penale da applicare,  con il reato di istigazione all’odio razziale. Ma figuriamoci. Meglio mettere nel mirino le intemperanze, talvolta ingiustificate di Balo.

Domenica ha mandato con un calcio il pallone nella curva dei tifosi del Verona. Poi si è sfogato sui social: «Chi fa buu si vergogni. Grazie della solidarietà, chi nega non è uomo». Se Mario Balotelli avesse dato un calcio direttamente agli ultras e non solo al pallone, francamente avremmo avuto poco da rimproverargli

Foto: Mario Balotelli / Facebook

Riproduzione riservata