ArteficeGroup è una società di comunicazione integrata. Solitamente lavora con grosse aziende per sviluppare il loro brand, eppure ha deciso di affiancare una testata online che ha come obiettivo lo storytelling sui nuovi italiani. Tagliato il traguardo delle 100 newsletter, ci racconta il valore di quella scelta.

Le ragioni per cui ArteficeGroup, agenzia di marketing e comunicazione, ha deciso di mettere a disposizione di NuoveRadici.World tutte le competenze per far vivere il progetto editoriale vanno oltre la costruzione, per ArteficeGroup, di un’immagine di azienda coinvolta nel sociale. Non si è trattato solo di una questione di immagine o, come si dice ora, di brand reputation. 

Raccontare all’Italia i nuovi italiani, i figli della globalizzazione, che oggi sfidano la banalità di un discorso polarizzato fra lo stereotipo del migrante completamente buono o assolutamente cattivo, è qualcosa che difficilmente ha un ritorno immediato in termini di business e di immagine in un mercato che si occupa di marketing. 

Sono passate 100 settimane e ci hanno portati fino a qua: nel cuore di questo momento così strano, in cui viviamo isolati nelle nostre case, coltivando relazioni attraverso strumenti che fino a ieri usavamo solo per parlare con chi era fisicamente molto lontano.
A connetterci con gli altri, forse anche più di prima, quando potevamo incontrarli fisicamente, attraverso modalità che riconfigurano tutti i parametri di distanza e vicinanza. 
E soprattutto a chiederci tutti insieme cosa sarà del futuro.

Eccoci a raccontare la storia della relazione fra un’agenzia di comunicazione e un’associazione di promozione sociale. Una relazione che ha a che fare con la capacità di alzare lo sguardo verso il futuro, cercando di allontanare paure e percezioni di esclusione.

ArteficeGroup nel frattempo, prima di arrivare fino al momento di questo racconto, ha fatto molte cose per NuoveRadici.World: il logo, il sito web con tutto quello che comporta in termini di SEO, l’immagine coordinata.  
Ma la domanda vera non è cosa ha fatto ma perché ha sentito di volerlo fare? Cosa hanno in comune le due realtà, apparentemente tanto diverse? Cosa le unisce? 

Le risposte sono più di una, si tratta di un insieme di molte affinità elettive, di una visione del mondo e del ruolo che la comunicazione può incarnare al suo interno: 

la prima è l’idea comune a entrambe di vivere immersi nella società, intesa come organismo in trasformazione continua. E di lavorare entrambe in ambiti collegati dalla necessità di comunicare. 

Poi c’è l’idea(le) della necessità di solidarietà, intesa come coesione sociale. Una società incapace di solidarietà è una società inconsistente, perché chi non riconosce la fragilità degli altri è destinato a soccombere alla propria.

E soprattutto, in un domani sperabilmente vicino, avremo tutti bisogno di tutti per poter ripartire. 
C’è quindi questa idea di mettersi a disposizione che diventa salvifica non solo per chi riceve la disponibilità ma anche per chi la dà. In un circolo di reciprocità che si fa circolo virtuoso. 

In comune c’è anche l’idea della necessità dell’integrazione, perché l’integrazione non è una scelta, ma una condizione indispensabile della crescita.

Questo pensiero, che è alla base del progetto di NuoveRadici.World, è anche alla base della trasformazione che ArteficeGroup ha voluto per sé stessa proprio quest’anno, che ha portato all’integrazione di competenze nuove da intrecciare con le sue radici storiche, diventando un interlocutore a tutto campo nel mercato in cui vive. 

E ancora in comune c’è la resilienza, che diventa il lavoro quotidiano di evolversi per continuare a far vivere la progettualità del futuro, un valore che è alla base delle vite dei protagonisti del racconto di NuoveRadici.World come del DNA di ArteficeGroup.

Una visione abbastanza lunga da guardare avanti e immaginarsi il dopo che verrà. Con un progetto di sostenibilità e un’indipendenza del pensiero che produca originalità e valore. 

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