La settimana della moda africana dimostra come il mondo del design cerchi ispirazioni differenti, per osare e rispondere a nuove esigenze di mercato. Creative e senza confini

Ruth Akutu Maccarthy e Michelle Francine Ngonmo hanno un mantra: «Osare e sognare in grande». Nel 2015, a Milano, hanno dato vita ad Afrofashion, vera e propria piattaforma per stilisti emergenti. Sin dalla prima Afrofashion Week, la settimana della moda africana, hanno continuato a curare la loro associazione con sapienza, molta musica e buon umore. Abbiamo seguito i loro eventi, durante i quali volta per volta la creatività si è unita alla volontà e alla capacità di aiutare giovani aziende ad entrare nel mercato del design. Uno scambio culturale continuo, che sta attirando anche importanti aziende leader nel tessile come la comasca Ratti.

Le fondatrici, orgogliosamente afrodiscendenti, vogliono essere un ponte tra i due continenti in cui hanno radici e fronde, perché hanno individuato nella contaminazione e nell’interazione la possibilità di creare nuove forme di business “senza frontiere”.

Da questa premessa è nata la prima edizione di FierAfric, una quattro giorni dedicata alla promozione della cultura africana, che si è svolta a Milano tra il 31 maggio e il 3 giugno. Aziende della moda e del beauty, tutte fondate da donne, hanno fatto conoscere le loro capacità non solo creative ma soprattutto imprenditoriali. Comune denominatore, l’Africa.

NuoveRadici.World le ha intervistate (video di Alice Soragna)

Riproduzione riservata