Come vive questo momento storico incerto chi ha radici non solo in Italia ma anche altrove? Nell’ultima puntata della nostra video-rubrica curata da Sara Lemlem, Boris Veliz, scenografo e artista di origini ecuadoriane, ci racconta come affronta le sue paure. Anche quelle che riguardano la fine della quarantena.

In queste settimane abbiamo tutti accettato le limitazioni alla mobilità imposte per scongiurare la diffusione del contagio. E tutti, ora ci interroghiamo su come sarà dopo. Sulla ripartenza, su come e quando torneremo ad uscire. Dopo aver vissuto a lungo nella sicurezza di avere un passaporto forte, un passaporto che ci avrebbe permesso sempre di spostarci da una nazione all’altra con facilità, come italiani ci siamo ritrovati con in tasca quella che per molti era solo una patente di untori. Chi era fuori per l’Erasmus ha cercato di rientrare, chi invece in altri Paesi ha intessuto nuove radici è rimasto dov’era prima del Coronavirus.

Abbiamo colmato la distanza vedendoci attraverso le videochiamate. I più capaci (o i meno impediti, che dir si voglia) hanno imparato a muoversi agilmente tra una app e l’altra: Houseparty per ritrovarsi con gli amici, il più serioso Zoom per le riunioni di lavoro, Skype quando proprio non c’è altro modo.

Ma cosa accade quando le distanze da colmare sono continenti? Come vive questo momento storico incerto quella che Tahar Ben Jelloun definisce la generazione involontaria, cioè i figli dell’immigrazione? In che modo si informano su ciò che sta accadendo nel loro Paese di origine, dove spesso risiede ancora una parte della propria famiglia? Cosa li preoccupa maggiormente? Cosa si aspettano dall’immediato futuro?

E, con l’avvicinarsi della fine della quarantena in Italia, ci si inizia a interrogare anche su cosa cambierà nel modo di relazionarsi agli altri una volta usciti di casa.

Il quarto a rispondere alle cinque domande di NRW è Boris Veliz. Di origini ecuadoriane e in Italia da diciassette anni, Boris lavora come aiuto scenografo. Nella video intervista ci racconta come in quarantena stia usando il tempo che ha a disposizione anche per continuare ad aggiornarsi (fuso orario permettendo). Video a cura di Sara Lemlem.

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