Editoriale NuoveRadici.world

In questi giorni ho rivisto un’immagine scattata nel porto di Augusta che avevo dimenticato. Era l’8 maggio 2017 e in quei giorni erano arrivate diverse migliaia di migranti nei porti italiani. Per la prima volta davanti a centinaia di persone stremate dopo anni in Libia, accalcate per terra, il commissario Carlo Parini, che allora guidava ancora il Gicic (Gruppo di Interforze di contrasto all’immigrazione clandestina), mi ha espresso le sue perplessità sull’impossibilità di gestire un flusso di tale portata. Entrambi abbiamo pensato che integrarli tutti era una missione impossibile. Perché vi racconto questo aneddoto? Perché quando si parla di grandi numeri non sembra esistere mai la formula giusta, un approccio equilibrato, una politica idonea. Ora, però, siamo davanti a uno scenario allora imprevedibile: l’eccessiva fermezza del Viminale che chiude i porti a chiunque, anche se gli sbarchi fantasma si susseguono, e l’Unione Europea che non sa gestire l’arrivo di 49 migranti, ribadisco 49, lasciati in mare per 19 giorni. A cui si aggiunge la confusione che si è venuta a creare a causa del decreto sicurezza, che ha innescato uno scontro politico con e fra amministratori pubblici. Insomma, gira che ti rigira si arriva sempre allo stesso punto: i migranti sono sempre di più uno strumento della battaglia politica. Altrimenti non si capirebbe perché ogni volta che vado a parlare del progetto di Nuove Radici, tiro fuori i numeri sui nuovi italiani o di quelli in attesa di diventarlo, spiego “il potenziale inespresso” del loro dinamismo e le conseguenti trasformazioni culturali e sociali ignorate, i miei interlocutori sgranano gli occhi e mi chiedono come mai nessuno li intercetti. E quindi credo sia il caso di ribadire ancora una volta che si debba cambiare sguardo e provare a immaginare il futuro della nostra società. Anche per questo motivo, abbiamo creato l’associazione Nuove Radici. Perché i tempi sono più che maturi per cercare di fare incontrare diversi segmenti della società che sembrano vivere in mondi paralleli. Conoscere le nuove generazioni di italiani e metterli di fronte a tutti coloro che si scannano davanti ad ogni sbarco, ma ignorano ciò che accade a pochi metri dal proprio naso, può contribuire a disinnescare i conflitti. Ed è proprio ciò che faremo, attraverso iniziative o progetti che potenzino ciò che andiamo scrivendo da mesi. Servirà a capire meglio la complessità del tema dell’immigrazione e dell’integrazione, favorendo la coesione sociale che si sta frantumando sotto i nostri occhi. Abbiamo deciso di non limitarci più a fare un numero settimanale il giovedì, ma di aggiornare il sito con più frequenza per provare ad arricchire il dibattito con maggiore efficacia. L’urgenza ci impone di essere ancora più presenti. Cosa abbiamo fatto questa settimana?

Un video di Omar Sene, italosenegalese fresco di master che spiega le ragioni che lo hanno avvicinato alla nostra community. «Io inviterei quelli che fanno fatica ad accettare gli altri a essere più curiosi, a non accettare di essere influenzati ma ad avere un’indipendenza intellettuale ed ideologica».

 

Quarantanove migranti in otto stati? Diteci che state scherzando. L’Europa sta diventando tragicomica

Un commento del nostro polemista Sindbad il Marinaio sull’esito surreale dell’odissea dei 49 migranti sbarcati a Malta dopo 19 giorni in mare che verranno divisi in otto Paesi europei. Ironizzando sul fatto che il dilemma etico sia stato sostituto da quello matematico su uno sparuto gruppo di migranti.

C’è molta confusione sotto il cielo del decreto sicurezza

Un’analisi di Vitalba Azzollini per spiegare le difficoltà ad interpretare le norme del decreto sicurezza più contestate dai sindaci.

Sajid Javid, che forse farà le scarpe a Theresa May

Il ritratto di Sajid Javid, il ministro dell’Interno figlio di un autista pachistano, che ora potrebbe fare le scarpe al primo ministro Theresa May. Scritto da Gabriele Carrer, che si occupa di politica estera per diversi giornali fra cui Il Foglio, IL Magazine e cura Fumo di Londra, una newsletter settimanale sulla Brexit.