Al via il Festival di Cannes: Africa protagonista in giuria

Dal 6 al 17 luglio il cinema torna protagonista sulla Croisette di Cannes. Quest’anno la giuria sarà presieduta da Spike Lee, pioniere del cinema afroamericano.

DiAnnamaria Gallone

Lug 6, 2021

In occasione dell’inizio della kermesse di Cannes, pubblichiamo uno dei contenuti dedicati al Festival di Africa Rivista, grazie alla nuova partnership editoriale con NRW. 

Quest’anno il Festival di Cannes, sacrificato nel 2020 come tanti altri per l’emergenza sanitaria, ci sarà. Dal 6 al 17 luglio 2021 sulla Croisette, si celebrerà con fervore l’arte e la creazione. E in questa 74° edizione l’Africa sarà ben presente, a cominciare dalla Giuria, composta da cinque donne e tre uomini provenienti dai cinque continenti. Il Presidente sarà Spike Lee (in copertina), pioniere del cinema afroamericano negli States: fin dal debutto nel 1986 è stato conosciuto sia per l’originalità del suo cinema sia per le sue acrobazie mediatiche, sicuramente uno dei più grandi della sua generazione, al tempo stesso regista, attore, montatore e produttore.

Spike Lee a Cannes

Da oltre 30 anni Spike, infaticabile, traduce con acume le tematiche importanti della sua epoca in una forma contemporanea che non esclude mai la leggerezza e il divertimento. Nel 1985 crea la sua casa di produzione indipendente “40 acres & a mule” con l’obiettivo di svincolarsi dalla tutela delle Major per poter svolgere un cinema totalmente focalizzato sul punto di vista degli afroamericani.

I suoi film, divenuti oggetti di culto, ma anche spesso contestati, trattano temi politici e sociali, quali il razzismo, le relazioni interrazziali, la violenza e le droghe, con una creatività inesauribile e grande padronanza del mestiere e hanno avuto il merito di sensibilizzare il pubblico alle sue cause.

Con opere impegnate, e anche con film controversi, è stato selezionato ai più grandi festival internazionali aggiudicandosi premi importantissimi e lavorando con attori di grande fama. Basti citare “She’s Gotta Have It” (Lola Darling,1986; “Do The Right Thing” (Fà la cosa giusta), 1989; “Jungle Fever”,1991; “Malcom X” (1992), “Girl 6” (Sesso in linea), 1996;”Summer of Sam” (S.O.S. Summer of Sam – Panico a New York) “, 1999; “Ten Minutes Older” (La 25a ora), 2002; “BlacKkKlansman”, 2018, “Da 5 Bloods” (Come Fratelli), 2020, disponibile su Netflix.

La giuria

Seneglese è un membro della giuria di Cannes, la regista e attrice Mati Diop, cresciuta in una famiglia d’arte (è nipote del grandissimo regista senegalese Djibril Diop Mambety e figlia del musicista Wasis Diop), ma conosciuta soprattutto per la sua carriera di attrice (molti se la ricorderanno in 35 Shots of Rum di Claire Denis). Mati vive e lavora tra Parigi e Dakar. Il suo primo lungometraggio, Atlantique (2019), che ha fatto seguito a numerosi premiati cortometraggi, è stato selezionato in Competizione ufficiale al Festival di Cannes, insignito del Grand prix e in seguito è stato scelto tra i 10 migliori film internazionali agli Oscar. Il film, disponibile su Netflix, adotta un registro tra il magico/soprannaturale e la descrizione di una generazione di senegalesi traumatizzata dalla migrazione verso l’Europa. La regista ha ricevuto, nel 2016, il “Martin E. Segal – Emerging Artist Award” del Lincoln Center di New York.

Un altro membro della giuria di Cannes è l’avvenente e bravissimo attore Tahar Rahim, nato in Francia da una modesta famiglia di immigrati algerini, dopo una lunga gavetta divenuto famoso con il ruolo di protagonista, Malik El Diebena, nel premiatissimo film francese Il profeta di Jacques Audird del 2019, e poi interprete di un’infinità di ruoli di successo, ma ora noto anche al pubblico italiano poiché protagonista della serie Il serpente, programmata da Netflix, in cui interpreta il ruolo di un subdolo, micidiale serial killer.

Foto: Africa Rivista

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